I primi rudimenti musicali furono impartiti al giovane Franz direttamente dal padre, che era maestro di scuola, e da Michael Holzer, organista della parrocchia.
Undicenne, dotato, a quanto risulta, di un’angelica voce di soprano, vinse il concorso di ammissione per i fanciulli cantori della Cappella Reale; il parere favorevole fu espresso dal compositore italiano Antonio Salieri.
Il giovane Schubert abbandonò così la casa paterna per iniziare la vita collegiale al Reale e Imperiale Convitto Civico, dove trovò amici fedeli che non lo avrebbero più abbandonato nel corso della sua breve esistenza.
Nel 1813
Josquin Desprès è considerato il più grande tra i compositori fiamminghi ma, nonostante l’indiscutibile fama, rimase sconosciuto fino all’Ottocento.
Il Desprès, detto anche Deprès, Depret, Desprez, Deprez, Des Près o anche solo Josquin, studiò a Parigi probabilmente con Johannes Ockeghem, ma per circa 40 anni visse e operò in Italia, dapprima come cantore del Duomo di Milano e poi come compositore presso gli Sforza, al servizio sia del duca Galeazzo Maria Sforza sia del cardinale Ascanio Sforza; quest’ultimo firmandosi con il nome di Jasquin d’Ascanio.
Grazie all’invenzione della
stampa musicale e alle
Un dato la dice tutta sul suo concetto di
famiglia: due mogli e venti figli.
Assunto come violinista alla corte di Weimar, qualche tempo dopo ritroviamo Bach
organista nella chiesa di San Bonifacio ad Arnstadt.
Qui compose la sua prima
cantata e compì anche quello che può venir considerato l’unico colpo di testa di una vita completamente votata alla disciplina: una lunga assenza per un viaggio a Lubecca, dove si sarebbe esibito il famoso organista Buxtehude.
Assenza che gli costò il licenziamento immediato, anche se pienamente giustificata dalla passione di Bach per
Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell’antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose.
Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da
sacerdoti-cantori o, nel Nuovo Regno, da
donne-musiciste, spesso appartenenti a famiglie nobili.
Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, molto spesso di provenienza straniera.
Durante i funerali erano eseguiti dei
lamenti funebri con danzatori e suonatori.
Al di fuori dell’ambito strettamente rituale sono rimasti