10 aprile, 2011
Autore: MC
La difesa della professione
Risale al 23 agosto del 1730 una lettera che Bach scrisse rivolgendosi al Consiglio Comunale di Lipsia che sovraintendeva la scuola musicale S. Tommaso diretta dal compositore tedesco. Il rapporto tra la componente amministrativa e quella artistico-musicale di quella città, allora, come spesso accade anche oggi, era fortemente penalizzata dalle scelte politiche.
In quella giornata di agosto, dopo aver elencato il numero effettivo degli allievi e avere invitato il Consiglio a riflettere sul fatto che i musicisti migliori abbandonavano l’incarico perchè non veniva loro corrisposto alcun stipendio, Bach
Il tributo di Mendelssohn alla sua professione religiosa
Durante il soggiorno in Inghilterra del 1829 Mendelssohn scrisse una lettera alla famiglia comunicando la volontà di comporre una sinfonia che celebrasse il tricentenario della Confessione di Augusta. Il padre di Mendelssohn, e di conseguenza il resto della famiglia, di origini e di professione religiosa ebraica, qualche anno prima si erano convertiti alla fede protestante; se le scelte del padre furono dettate da ragioni di convenienza, per Felix invece rappresentarono un fatto estremamente importante e generarono in lui un profondo sentimento religioso.
La sinfonia,
14 febbraio, 2011
Autore: MC
L’ossessione per la Morte
La composizione del Manfred è una delle opere che si lega profondamente alle dolorose vicende degli anni della maturità di Schumann. Il musicista non ebbe mai del resto un’esistenza facile. Sin da giovane fu assalito di frequente da attacchi febbrili violentissimi che lo segnarono nel corpo e nello spirito, procurandogli, durante i lunghi deliri, dei veri e propri tormenti.
Alcuni studi sulla personalità del musicista sostengono la tesi che in questi periodi e, soprattutto, nell’attività intellettuale troppo intensa e senza soste, si possono trovare
14 febbraio, 2011
Autore: MC
Si abbandonò al suo estro ed arricchì il panorama musicale col suo talento cristallino
Quando Mendelssohn aveva solo sedici anni ricevette una lettera dall’ormai anziano Goethe che, conosciutolo, predisse per lui un futuro magnifico riconoscendogli “un’anima stupenda, ricca e traboccante di energia creativa”.
Non a caso, i frutti di questo talento si concretizzarono nell’ouverture del “Sogno di una notte di mezza estate”. Mendelssohn era allora un’adolescente curioso e affascinato da tutto ciò che in qualche modo andava oltre la razionalità e rientrava invece nel mondo del fantastico e del soprannaturale. La scoperta