La Fenice di Francia
Nacque a Parigi nel 1636 ed è stato probabilmente il massimo esponente della musica sacra francese nel periodo Barocco al punto di essere soprannominato “La Fenice di Francia”.
Il suo percorso artistico passa per l’Italia dove non più giovanissimo si recò per studiare pittura.
Qui conobbe il compositore Giacomo Carissimi e intraprese gli studi in campo musicale.
Dal 1650 fino al 1662, frequentò il Collegium germanicum a Roma e perfezionò la conoscenza del contrappunto e della polifonia italiana sia dalle composizioni del maestro Carissimi che da quelle di
Gaspare Spontini nacque a Maiolati, nelle Marche, il 14 novembre del 1774.
Di origini umili, ebbe la prima educazione musicale a Jesi, prima con gli organisti Menghini e Ciuffolotti, successivamente con Bartoli e infine con l’uomo di Chiesa Nicolò Bonanni. Nel 1793 entrò al Conservatorio della Pietà dei Turchini a Napoli ed ebbe come insegnanti Sala e Tritto.
Nel 1796, su incarico del direttore del Teatro della Pallacorda di Firenze, compose il suo primo lavoro teatrale, “Li puntigli delle donne“, un frasetto a sette voci incentrato su una vicenda comica
23 febbraio, 2010
Autore: MC
Grétry, le “Opere Comiche” e la “Marsigliese”.
André Ernest Modeste Grétry nato a Liegi, l’8 febbraio 1742 ma naturalizzato francese a partire dal 1767, ha dato un contributo importante alle “Opere Comiche” ma degna di nota é anche la sua musica da camera e sinfonica.
Figlio d’arte, iniziò la sua carriera come cantore a Liegi, luogo nel quale incominciò gli studi musicali. Con l’ausilio di una borsa di studio, riuscì a trasferirsi, nel marzo del 1759, a Roma, dove per cinque anni approfondì le sue conoscenze musicali sotto la guida
15 febbraio, 2010
Autore: MC
August Carl Ditters von Dittersdorf nacque a Vienna, il 2 novembre 1739. Compositore e violinista, ma sopratutto grande compositore del Classicismo musicale, che scrisse opere e singspiele, anche come autore dei libretti.
Oggi non è tra i nomi più noti del periodo classico, ma spesso è ricordato per i suoi lavori strumentali come il singspiel Der Doktor und sein Apotheker.
Il padre era un fabbricante di costumi presso la corte imperiale e il teatro di Vienna. Fin da piccolo fu educato presso la scuola dei Gesuiti, dove, a sette anni, iniziò a
15 febbraio, 2010
Autore: MC
Gluck, il primo grande esponente del Classicismo.
Gluck nacque ad Erasbach, oggi conosciuta come Berching, una cittadina del Alto Palatinato (Regierungsbezirk Oberpfalz) in Baviera (Germania) il 2 luglio del 1714.
Non esistono dati certi sugli esordi come studente del giovane Gluck, ma con molta probabilità ricevette lezioni presso il collegio dei Gesuiti di Komatau, già frequentato da un fratello, dove imparò a suonare il violino e il violoncello oltre che uno strumento a tastiera tra l’organo ed il clavicenbalo.
Gluck non ricevette alcun appoggio dalla famiglia, e visse in aperto scontro con il
8 febbraio, 2010
Autore: MC
Bach ed Haendel si incontrarono mai? Questa domanda non ha ancora oggi una risposta definitiva. Non esistono prove dell’avvenuto incontro, ma questo non lo esclude.
L’inizio di questa vicenda é nel 1719, quando Handel lasciò momentaneamente Londra in cerca di cantanti da scritturare per la Royal Academy. I più grandi erano sparsi tra l’Italia e la Germania, e fu qui, in particolare a Dusseldorf e Dresda, dove soggiornò per diversi mesi. Pare che Johann Sebastian Bach manifestò un certo interesse verso il maestro del quale ormai tutta la Germania parlava, e
8 febbraio, 2010
Autore: MC
La vita del compositore tedesco fu ricca di viaggi.
Partì dalla sua terra d’origine, la Sassonia in Germania, per poi trasferirsi in Italia per apprendere la tecnica operistica. Successivamente si trasferì in Inghilterra dove divenne il “Musicista del Re” e dove passò il resto della sua vita (circa quarant’anni).
Per questa ragione il suo nome subì diverse “interpretazioni” ed in ogni paese venne modificato in funzione della lingua. Durante il suo soggiorno italiano veniva chiamato Hendel e spesso appellato come il Sassone. La tendenza prevalente in Italia oggi è quella di scrivere