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	<title>Musica Colta &#187; musica sacra</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>La Musica Sacra di Antonio Lotti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 13:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Messe, Mottetti, e Requiem ma anche Oratori Nel bagaglio artistico di un compositore di spicco, del periodo Barocco, ed in più veneziano, quanto meno di origine, come fu Lotti, non potevano mancare gli Oratori o le Messe. Non dimentichiamo che egli fu dapprima Cantore, poi Organista ed infine maestro di Cappella e che il succedersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Messe, Mottetti, e Requiem ma anche Oratori</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/musicasacra1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6606" style="margin: 2px;" title="musicasacra1" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/musicasacra1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Nel bagaglio artistico di un compositore di spicco, del periodo Barocco, ed in più veneziano, quanto meno di origine, come fu Lotti, non potevano mancare gli Oratori o le Messe. Non dimentichiamo che egli fu dapprima Cantore, poi Organista ed infine maestro di Cappella e che il succedersi delle settimane gli &#8220;imponeva il piacere&#8221; di vivere di Musica Sacra.</p>
<p>La produzione non è fitta come ci si potrebbe aspettare; non c&#8217;è dubbio che gran parte della sua prolificità la convogliò nelle opere teatrali. Nonostante questo la sua produzione di Musica Sacra possiede ogni componente necessaria per conciliare l&#8217;Uomo ed il Divino per mezzo di un linguaggio universale come quello musicale.</p>
<p>Egli compose:</p>
<ul>
<li>3 <strong>Messe </strong>(1 per TB e organo; 1 per ATB; 1 a 4 voci)</li>
<li><strong>Requiem </strong>a 4 voci</li>
<li><strong>Dies irae</strong> a 5 voci e strumenti</li>
<li><strong>Crucifixus </strong>a 10 voci e continuo</li>
<li>4 <strong>Salve Regina</strong> (a 6 voci nello stile di Palestrina; a 4 voci; per 5 e 4 strumenti; per A e 2 strumenti)</li>
<li>8 <strong>Miserere </strong>(n. 1 a 4 voci, 5 strumenti e continuo; numero 2, idem, numero 7 fa maggiore con 2 violino, 2 viole e organo; numero 3 e 4 a 4 voci a Cappella; numero 5, re minore il più famoso, 1733, idem; numero 6, idem; n. 7, fa maggiore; n. 8, do maggiore, 1733)</li>
<li>6 <strong>Mottetti </strong>per voci e strumenti</li>
<li>2 <strong>Responsori </strong>a 3 e 4 voci</li>
<li>7 <strong>Salmi </strong>tra cui Dixit Dominus (salmo 109) a 5 voci, 3 violini, viola, tromba e organo.</li>
</ul>
<p>Ma non dimentichiamo i suoi <strong>Oratori </strong>che ricordiamo essere di argomento religioso ma non legati alla liturgia.</p>
<ul>
<li>La Giuditta a 3 voci (1701)</li>
<li>Il voto crudele a 4 voci (P. Pariati; Vienna, 1712)</li>
<li>L&#8217;umiltà coronata in Esther (1712)</li>
<li>Gioas, Re di Giuda (Z. Vallaresso; Venezia, S. a.)</li>
<li>Il ritorno di Tobia (G. Melani; Bologna, 1723)</li>
<li>Gionata (1728).</li>
</ul>
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		<title>Antonio Lotti &#8211; Cantore e Compositore Barocco</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 13:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[musica sacra]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tappe fondamentali del musicista barocco Antonio Lotti nacque nel 1666, ma non v&#8217;è certezza alcuna sul luogo. I due luoghi che si contendono questi natali sono Venezia ed Hannover. Quello che è certo è che visse da veneziano, sia per cultura che per discendenza. Il padre era il veneziano Matteo Lotti, Maestro di Cappella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Le tappe fondamentali del musicista barocco</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/Antonio_Lotti.jpg"><img class="size-full wp-image-6593 alignleft" style="margin: 2px;" title="Antonio_Lotti" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/Antonio_Lotti.jpg" alt="" width="214" height="220" /></a>Antonio Lotti nacque nel 1666, ma non v&#8217;è certezza alcuna sul luogo. I due luoghi che si contendono questi natali sono Venezia ed Hannover. Quello che è certo è che visse da veneziano, sia per cultura che per discendenza. Il padre era il veneziano Matteo Lotti, Maestro di Cappella di Hannover.<span style="font-family: Verdana;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></span></p>
<p>La sua attività artistica comincia nel 1687 come cantore aggiunto nella Cappella ducale di S. Marco e, successivamente, nel 1689 come contraltista.<br />
Nel 1690 raggiunse la carica di &#8220;aiuto- organista&#8221;, nel 1692 organista del &#8220;secondo organo&#8221; ed infine, nel 1704, organista del primo organo. Quest&#8217;ultimo incarico lo terrà occupato per gran parte della sua vita.<br />
Nel 1692, la sua prima opera, &#8220;Il trionfo dell&#8217;innocenza&#8221;, venne rappresentata e diede inizio al suo impegno teatrale che lo portò a produrre 17. Il successo fu tale che nel 1717 venne invitato a Desdra con una compagnia di cantanti italiani, fra i quali la moglie Santa Stella e Senesino, ed alcuni strumentisti della cappella e con il librettista Luchini.<br />
A Dresda rimase per circa due anni; lì, probabilmente incontrò Bach e rivide Handel già incontrato a Venezia nel 1708.<br />
Nel 1719 tornò in Italia e si dedicò esclusivamente alla composizione di musica sacra e da camera.</p>
<p>Nel 1736 venne eletto maestro di Cappella in S. Marco.<br />
Non pubblicò che 2 opere tra cui l&#8217;op. 1 che contiene il celebre madrigale &#8220;In una siepe ombrosa&#8221;, aspramente attaccato da Benedetto Marcello. Lotti non tralasciò mai il genere madrigalistico, arricchendolo con uno spirito nuovo, in armonia con la sensibilità moderna. In queste composizioni, comprendenti duetti e terzetti, su testi letterari anche poco felici, c’è una alternanza fra la profondità d&#8217;indagine espressiva nei passi lenti e l’allegria e la freschezza nei tempi veloci, elaborate con tecnica contrappuntistica raffinata.<br />
Morì il 5 gennaio 1740 a Venezia d&#8217;idropisia.</p>
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		<title>Baldassare Galuppi &#8211; Breve Biografia</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 16:58:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[musica sacra]]></category>
		<category><![CDATA[galuppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato nell&#8217;isola di Burano, il 18 ottobre 1706, a otto leghe da Venezia, e perciò detto il Buranello. E&#8217; stato uno dei compositori più originali d&#8217;Italia nel genere comico. I primi rudimenti musicali gli furono insegnati da suo padre, barbiere di professione, che suonava il violino negli intermezzi al teatro della commedia. A sedici anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/baldassare-galuppi-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6482" style="margin: 3px;" title="baldassare-galuppi-1" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/baldassare-galuppi-1.jpg" alt="baldassare-galuppi-1" width="221" height="279" /></a></p>
<p>Nato nell&#8217;isola di Burano, il 18 ottobre 1706, a otto leghe da Venezia, e perciò detto il Buranello. E&#8217; stato uno dei compositori più originali d&#8217;Italia nel genere comico. I primi rudimenti musicali gli furono insegnati da suo padre, barbiere di professione, che suonava il violino negli intermezzi al teatro della commedia.</p>
<p>A sedici anni, Galuppi si recò a Venezia e lì visse con il salario che riceveva come organista in diverse chiese. Benché non veramente dotto delle basi di questa arte, osò mettere in musica un&#8217;opera buffa a Chioggia che aveva per titolo &#8220;La fede nell&#8217;incostanza&#8221;, ossia gli amici rivali, che fu oltraggiosamente fischiata.</p>
<p>Dopo questo sfortunato esordio Galuppi si era quasi deciso ad abbandonare la musica e ad abbracciare la professione di suo padre, quando ebbe la fortuna di suscitare l&#8217;interesse del famoso Benedetto Marcello che avendo notato le felici disposizioni del giovane Baldassare. Lo introdusse nella scuola di Lotti, dove si dedicò allo studio del contrappunto con ardore per ben tre anni. Lotti ben presto si avvide che Galuppi eccelleva sugli altri suoi allievi e gli testimoniava una stima che suscitò l&#8217;invidia del Pollarolo, all&#8217;epoca allievo della stessa scuola.</p>
<p>Durante la sua formazione prestò servizio come clavicembalista e di tanto in tanto compositore di arie per riprese e pasticci. L&#8217;ottima reputazione di clavicembalista che ottenne sia a Venezia che a Firenze fece sì che nel 1726 venisse ingaggiato al Teatro Sant&#8217;Angelo, al San Samuele e al San Giovanni Grisostomo al fine di mettere in scena le proprie arie.</p>
<p>Appena si sentì abbastanza preparato per poter riaffrontare le scene, ricorse ancora alla bontà del Marcello che scrisse per lui il libretto della &#8220;Dorinda&#8221;, del quale il giovane compose la musica. Quest&#8217;opera fu rappresentata al teatro di Sant&#8217;Angelo durante la fiera dell&#8217;Ascensione, nel 1729 e fu ben accolta dal pubblico. In quest&#8217;opera Galuppi non brilla per la forza dell&#8217;armonia, ma una gaiezza sostenuta, una verve incontenibile, e le forme graziose del suo canto, gli procurarono una celebrità che resistette per gran tempo ai capricci della moda. Galuppi si dedicò anche allo studio del clavicembalo e divenne uno degli artisti più abili su questo strumento. Dal 1729 in poi, il successo di questo compositore, in tutti i teatri d&#8217;Italia, fu quasi senza interruzioni, fino alla sua morte.</p>
<p>Verso il 1740 la fama di Galuppi a Venezia iniziò a deteriorarsi, in quanto gli venivano preferiti altri compositori. Nell&#8217;ottobre del 1741 decise, quindi, di accettare l&#8217;invito di recarsi a Londra, dove fu nominato compositore del Teatro Reale. Le sue opere non ottennero, però, gran successo a Londra, perciò, dopo undici mesi di soggiorno nella capitale inglese, optò per il rientro a Venezia.</p>
<p>Divenuto maestro di cappella della Basilica di San Marco nel 1762, organista di più chiese e maestro del &#8220;Conservatorio degli Incurabili&#8221;, rivestì tutti e tre questi incarichi fino all&#8217;età di sessantatré anni, quando fu chiamato in Russia dall&#8217;imperatrice Caterina II. Oltre ad un trattamento di 4000 rubli, gli si assicurava un alloggio ed una vettura di corte sempre pronta ai suoi ordini. L&#8217;orchestra che vi trovò per eseguire le sue opere era detestabile, e non aveva nemmeno la più pallida idea delle sfumature dinamiche come il piano e il forte, ma grazie ai suoi sforzi divenne un po&#8217; più tollerabile. La prima opera che Galuppi diede a Pietroburgo, fu la &#8220;Didone Abbandonata&#8221;. L&#8217;imperatrice ne fu talmente soddisfatta che il mattino dopo gli inviò una tabacchiera d&#8217;oro, impreziosita da diamanti, contenente mille ducati.</p>
<p>Tornò a Venezia nel 1768, e riprese il suo vecchio lavoro ed i suoi incarichi. Continuò a scrivere per il teatro fino al 1777 e per la chiesa fino al 3 gennaio del 1785, data della sua morte.</p>
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		<title>Traetta &#8211; La sua concezione musicale e le sue opere</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/03/23/traetta-la-sua-concezione-musicale-e-le-sue-opere/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[opera]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Signori badate a questo passo&#8221; (Tommaso Traetta) Musicista di certo noto agli esperti ma pressocchè sconosciuto ai più. E&#8217; stato un compositore italiano vissuto nel XVIII secolo appartenente alla Scuola Napoletana che ha dato un grande contributo all&#8217;Opera. Dotato di enorme genio drammatico, pieno di vigore nell&#8217;espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8220;Signori badate a questo passo&#8221; (Tommaso Traetta)</strong></em></p>
<p>Musicista di certo noto agli esperti ma pressocchè sconosciuto ai più. E&#8217; stato un compositore italiano vissuto nel XVIII secolo appartenente alla Scuola Napoletana che ha dato un grande contributo all&#8217;Opera.</p>
<p>Dotato di enorme genio drammatico, pieno di vigore nell&#8217;espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più incline dei musicisti italiani del suo tempo a far uso dell&#8217;armonia cromatica della scuola tedesca, Traetta sembra aver concepito la musica di teatro dal punto di vista dal quale Gluck si è posto qualche anno più tardi, a parte la diversità nelle tendenze melodiche che sono più evidenti nelle opere del compositore italiano.</p>
<p>Nel patetico, Traetta raggiunge talvolta il sublime, come si può vedere nell&#8217;aria di Semiramide che è stata inserita nel &#8220;Methode de chant du conservatoire de Paris&#8221;. Talvolta dimenticava che il gusto dei suoi compatrioti rigettava allora questi accenti energici, e che essi preferivano la melodia pura al dividere la loro attenzione tra la melodia e l&#8217;armonia, ma quando percepiva nel suo uditorio la fatica di questa attenzioni, durante le prime messe in scena, nelle quali sedeva al clavicembalo, aveva l&#8217;abitudine di rivolgersi agli spettatori dicendo: &#8220;Signori, badate a questo passo&#8221;, e il pubblico applaudiva quasi sempre a questa espressione ingenua di orgoglio dell&#8217;artista.</p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/Tommaso_traetta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6457" style="margin: 3px;" title="Tommaso_traetta" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/Tommaso_traetta.jpg" alt="Tommaso_traetta" width="128" height="177" /></a></p>
<p>Traetta è stato anche compositore di Musica Sacra. Si sono trovati nel conservatorio di Napoli, uno Stabat Mater a quattro voci e orchestra, così come due lezioni per le mattine di Natale ed una parte della Passione secondo San Giovanni. Per le &#8220;Figliole&#8221; dell&#8217;Ospedale dei Derelitti (Ospedaletto) a Venezia, si sa che scrisse un oratorio in lingua latina intitolato Rex Salomon, quattro Antifone mariane per voce solista, archi e basso continuo (Biblioteca Universitaria di Amburgo)un Miserere a 3 voci, archi e continuo (in una fonte attribuito problematicamente a Sacchini) e numerosi mottetti solistici andati perduti. Una Messa a quattro voci con orchestra si trova presso il Conservatorio di Firenze. Un&#8217;altra Messa a 5 voci con trombe e archi è andata distrutta in Germania nel corso della seconda guerra mondiale.</p>
<p>Ma di certo la sua produzione più prolifica e conosciuta è quella delle Opere</p>
<ul>
<li> Farnace &#8211; Napoli 1750</li>
<li>I pastori felici &#8211; ivi &#8211; 1753</li>
<li>Ezio &#8211; Roma 1753</li>
<li>Le nozze contrastate &#8211; 1754</li>
<li>Il buovo d&#8217;Antona &#8211; Firenze 1756</li>
<li>Ippolito e Aricia &#8211; Parma 1759</li>
<li>Ifigenia in Tauride &#8211; Vienna 1759</li>
<li>Stordilano, principe di Granata &#8211; 1760</li>
<li>I Tindaridi &#8211; Parma 1760</li>
<li>Armida &#8211; Vienna 1760</li>
<li>Sofonisba &#8211; Mannheim 1761</li>
<li>La francese a Malaghera &#8211; 1762</li>
<li>Alessandro nell&#8217;Indie &#8211; Reggio Emilia 1762</li>
<li>Didone abbandonata &#8211; 1764</li>
<li>Semiramide riconosciuta &#8211; 1765</li>
<li>La serva Rivale &#8211; 1767</li>
<li>Amore in trappola &#8211; 1768</li>
<li>L&#8217;isola disabitata &#8211; 1769</li>
<li>L&#8217;Olimpiade &#8211; 1770</li>
<li>Antigone &#8211; 1772 (Il titolo esatto in realtà e Antigona)</li>
<li>Germondo &#8211; 1776</li>
<li> l cavaliere errante &#8211; 1777</li>
<li>La disfatta di Dario &#8211; 1778</li>
<li>Artenice &#8211; 1778</li>
</ul>
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		<title>Breve Biografia di Marc-Antoine Charpentier</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fenice di Francia Nacque a Parigi nel 1636 ed è stato probabilmente il massimo esponente della musica sacra francese nel periodo Barocco al punto di essere soprannominato &#8220;La Fenice di Francia&#8221;. Il suo percorso artistico passa per l&#8217;Italia dove non più giovanissimo si recò per studiare pittura. Qui conobbe il compositore Giacomo Carissimi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La Fenice di Francia</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/charpentier.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6360" style="margin: 5px;" title="charpentier" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/charpentier-250x300.jpg" alt="charpentier" width="250" height="300" /></a></p>
<p>Nacque a Parigi nel 1636 ed è stato probabilmente il massimo esponente della musica sacra francese nel periodo Barocco al punto di essere soprannominato &#8220;La Fenice di Francia&#8221;.</p>
<p>Il suo percorso artistico passa per l&#8217;Italia dove non più giovanissimo si recò per studiare pittura.</p>
<p>Qui conobbe il compositore Giacomo Carissimi e intraprese gli studi in campo musicale.</p>
<p>Dal 1650 fino al 1662, frequentò il Collegium germanicum a Roma e perfezionò la conoscenza del contrappunto e della polifonia italiana sia dalle composizioni del maestro Carissimi che da quelle di altri autori quali Monteverdi e Victoria.</p>
<p>Da Carissimi,apprese il genere dell&#8217;Oratorio. Tornato a Parigi, continuò a frequentare certi ambienti italofili e si trovò in polemica con i sostenitori di uno stile musicale squisitamente francese che vedevano in Lully il loro massimo esponente.</p>
<p>Trovò dimora per quasi vent&#8217;anni presso la casa di Maria di Lorena, detta Mademoiselle de Guise, principessa di Joinville, duchessa di Joyeuse e di Guise in rue du Chaume, nipote di Enrico di Guisa, che rimase famoso perchè venne fatto assassinare per ordine d&#8217;Enrico III.</p>
<p>Enrico di Guisa era un grande amante della Musica da far alloggiare presso la propria casa musici e dei cantori; esattamente come fece la nipote.</p>
<p>Charpentier fu assunto in qualità di compositore e di cantante avente voce haute-contre (contralto).</p>
<p>Nella capitale francese entrò in contatto con Molière e con Corneille con i quali collaborò nelle opere teatrali.</p>
<p>Si scontrò con Lully che esercitava un grande potere anche in virtù del fatto che nel 1672, Lully, comprò da Pierre Perrin il privilegio reale che consentiva il controllo dell&#8217;opera in tutta la Francia. Questo monopolio artistico governato da Lully esercitò nel mondo musicale una tale pressione da indurre le rottura dello stesso Lully con Molière, che scelse, nel 1672, Charpentier come musicista. Vennero alla luce: &#8220;Le malade imaginarie&#8221;  che è  una comedie-ballet, Le mariage forcé, La comtesse d&#8217;Escarbagnas.</p>
<p>La vita per i due non fu comunque facile vista la forte opposizione di Lully che pian piano fece diminuire il numero degli strumentisti e dei cantanti a disposizione dei gruppi teatrali diversi dal suo. La collaborazione con Molière, comunque, non durò molto in quanto il commediografo morì nel 1673.</p>
<p>Il fortissimo monopolio operistico di Lully perdurerà fino alla sua morte, avvenuta nel 1687 a seguito di una ferita che, involontariamente, si inflisse con il bastone che utilizzava per dirigere e che degenerò in cancrena.</p>
<p>Nonostante la forte opposizione di Lully, Charpentier non smise di dedicarsi alle pieces teatrali e prese a collaborare, nel 1682, con Thomas Corneille, Jean Donneau de Visé e con Pierre Corneille. Con i primi due scrive delle pièces à machines . Nello stesso anno scrisse una nuova musica di scena per le repliche d&#8217;Andromede di Pierre Corneille.</p>
<p>Nel 1693 venne rappresentata la sua unica tragédie-lyrique, su libretto di Thomas Corneille: Médée. Essa, all&#8217;epoca, non ricevette grandi consensi ed in qualche caso venne perfino criticata; oggi é ritenuta una delle migliori opere teatrali del periodo. Il resto dell&#8217;attività teatrale di Charpentier si concentrò soprattutto sulla commedia (Comédie-Francaise).</p>
<p>Nel 1679 ottenne l&#8217;incarico di scrivere le composizioni, presso Saint-Germain, per le cerimonie religiose del Delfino di Francia, unico figlio ancora in vita di Luigi XIV e Maria Teresa d&#8217;Asburgo. La sua fama di compositore, in quest&#8217;ambito, si fece notevole tant&#8217;è che lo stesso re volle partecipare alle cerimonie per poter ascoltarne le opere. Le composizioni scritte per il Delfino sono sostanzialmente dei piccoli mottetti in genere a due soprani, un basso e due strumenti che in genere erano due flauti suonati dai fratelli Anthoine e Joseph Pièche.</p>
<p>Nel 1680 Charpentier fu nominato maestro di musica presso le Duchessa de Guise, incarico che manterrà fino alla morte di costei avvenuta nel 1688, e ricevette incarichi dai due conventi: Port-Royal de Paris e l&#8217;Abbaye-aux-Bois. Per le suore di Port-Royal de Paris scrisse: la Messe H.5, il Pange lingua H. 72, il Magnificat H.81, il Dixit Dominus H.226 ed il Laudate Dominum H.227. Per l&#8217;Abbaye-aux-Bois, invece, scrisse un importante ciclo di composizioni per la Settimana Santa: le Leçons de ténèbres (H. 96-110) ed i Répons (H.111-119).</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 1683 venne indetto un concorso per le nomine di alcuni maestri di musica presso la cappella reale. Dopo esser riuscito a superare la prima prova insieme ad altri 15 candidati, cadde malato e non poté partecipare alla seconda parte del concorso che prevedeva la composizione di un mottetto sul testo del salmo XXXI.</p>
<p>Luigi XIV, comunque, compensò Charpentier con una pensione.</p>
<p>Non esitono documneti precisi che possano chiarire la natura della malattia che colpì il compositore. Sembrerebbe ch&#8217;essa fosse una sorta di pretesto attuato per allontanare dalla corte reale un personaggio tutto sommato non molto apprezzato per alcune sue caratteristiche. In effetti, Charpentier mantenne sempre degli ottimi contatti con l&#8217;ordine dei Gesuiti ed a differenza di molti musicisti non era uno strumentista virtuoso ma solamente un cantante per giunta avente uno stile compositivo assai severo. A ciò si aggiunga la frequentazione della famiglia Guise, rivale del re.</p>
<p>Il 30 luglio 1683 Charpentier venne chiamato a produrre dei brani per la morte della regina Maria Teresa. Nacquero cosi: In obitum augustissimae nec non piissimae Gallorum Reginae Lamentum H.409, il De profundis H.189 e il Luctus de morte augustissimae Mariae Theresiae reginae Galliae H.331.</p>
<p>Dal 1688 al 1698 fu maestro di musica presso il collegio gesuitico di Saint Louis-le-Grand in rue Antoine. Per le celebrazioni religiose che si tennero presso la chiesa di Saint Louis scrisse brani di vario tipo destinandoli alle diverse funzioni: salmi, inni, mottetti, ecc..</p>
<p>Il 28 giugno 1698 fu nominato maestro di musica per i bambini presso la Saint-Chappelle. L&#8217;incarico fu oneroso in quanto Charpentier non solo dovette produrre musica per tutte le cerimonie religiose ma anche insegnare ai bambini solfeggio e canto.</p>
<p>Ed infine si spense, presso l&#8217;abitazione della Saint-Chappelle, a Parigi, il 24 Febbraio del 1704.</p>
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