19 aprile, 2010
Autore: MC
Messe, Mottetti, e Requiem ma anche Oratori
Nel bagaglio artistico di un compositore di spicco, del periodo Barocco, ed in più veneziano, quanto meno di origine, come fu Lotti, non potevano mancare gli Oratori o le Messe. Non dimentichiamo che egli fu dapprima Cantore, poi Organista ed infine maestro di Cappella e che il succedersi delle settimane gli “imponeva il piacere” di vivere di Musica Sacra.
La produzione non è fitta come ci si potrebbe aspettare; non c’è dubbio che gran parte della sua prolificità la convogliò nelle opere teatrali.
19 aprile, 2010
Autore: MC
Le tappe fondamentali del musicista barocco
Antonio Lotti nacque nel 1666, ma non v’è certezza alcuna sul luogo. I due luoghi che si contendono questi natali sono Venezia ed Hannover. Quello che è certo è che visse da veneziano, sia per cultura che per discendenza. Il padre era il veneziano Matteo Lotti, Maestro di Cappella di Hannover.
La sua attività artistica comincia nel 1687 come cantore aggiunto nella Cappella ducale di S. Marco e, successivamente, nel 1689 come contraltista.
Nel 1690 raggiunse la
29 marzo, 2010
Autore: MC
Nato nell’isola di Burano, il 18 ottobre 1706, a otto leghe da Venezia, e perciò detto il Buranello. E’ stato uno dei compositori più originali d’Italia nel genere comico. I primi rudimenti musicali gli furono insegnati da suo padre, barbiere di professione, che suonava il violino negli intermezzi al teatro della commedia.
A sedici anni, Galuppi si recò a Venezia e lì visse con il salario che riceveva come organista in diverse chiese. Benché non veramente dotto delle basi di questa arte, osò mettere in musica un’opera buffa a
23 marzo, 2010
Autore: MC
“Signori badate a questo passo” (Tommaso Traetta)
Musicista di certo noto agli esperti ma pressocchè sconosciuto ai più. E’ stato un compositore italiano vissuto nel XVIII secolo appartenente alla Scuola Napoletana che ha dato un grande contributo all’Opera.
Dotato di enorme genio drammatico, pieno di vigore nell’espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più incline dei musicisti italiani del suo tempo a far uso dell’armonia cromatica della scuola tedesca, Traetta sembra aver concepito la musica di teatro dal punto di vista dal quale Gluck si è posto qualche anno più tardi, a parte la diversità nelle tendenze melodiche che sono più