Suite per flauto dolce, violini, clavicembalo,e bassocontinuo in La minore TWV55:A3
Les Plaisirs
Air a l’Italian
Eseguito da The Parley of Intruments
FCon la partecipazione di Peter Holtslag, al flauto
Diretto da Peter Holman
Strumento a
fiato, di origine francese, simile alla
cornamusa.
Nell’organo e nell’armonium è il nome di un registro ad ancia battente di 4 o 8 piedi.
Composizione in forma di
danza di carattere
pastorale, simile alla
gavotta, in tempo binario o ternario e movimento moderato.
È costruita su un pedale di tonica o di tonica e di dominante, che richiama il tipo di musica eseguita sullo strumento da cui trae il nome.
Già nota in Francia nel XIII secolo la
musette fu soprattutto in voga nei secoli XVII e XVIII.
Era costituita da
Termine inglese (composto da horn, corn, e pipe, piffero) che indica un antico strumento popolare, simile a una cornamusa, e una danza in tempo ternario (poi binario), ad andamento moderato, inserita nella suite strumentale dai maggiori compositori barocchi (Purcell, Händel, Bach, ecc.).
La suite era una selezione di danze, solitamente presentata nelle quattro parti di allemanda, corrente, sarabanda e giga: di solito queste erano in una stessa tonalità, in cui ogni danza presentava due parti, delle quali la prima modulava in una tonalità vicina, la seconda tornava invece alla tonalità iniziale, il tutto poi veniva ripetuto due volte.
La sonata inizialmente era simile alla suite, poi se ne differenziò, consistendo semplicemente in uno, al massimo due movimenti.
Più tardi si definirono due tipi di sonata da camera (basata su movimenti di danza) e sonata da chiesa, dal contenuto solenne.
Nella musica strumentale nacquero modelli come l’”allegro – adagio – allegro” tipico delle ouvertures di opere come quelle di Scarlatti nel concerto grosso: la stessa struttura del ritornello, con i passaggi vocali interrotti da frasi puramente strumentali, fu adottata in opere strumentali.
Un’altra caratteristica di questo periodo fu quella dello stile concertato in cui strumenti solisti o gruppi contrastavano con l’orchestra: questo stile venne usato per molti stili musicali, compreso quello sacro.
Un merito dell’epoca barocca fu il maggior studio delle capacità espressive degli strumenti, che così non risultarono più intercambiabili facilmente tra loro e permisero di raggiungere risultati di maggior
Alla fine della guerra dei trent’anni (1648) gli stati germanici non subirono più la dominazione asburgica: iniziò per essi un periodo di rinascita, sotto ogni punto di vista.
Nacquero presto numerose corti, città e corporazioni pronte a favorire forme culturali, dando così la spinta allo sviluppo di stili musicali particolari.
A quei tempi era già presente una prima divisione tra il nord, protestante, ed il sud, a maggioranza cattolica e maggiormente aperto alle influenze italiane e francesi.
Nel XVIII secolo gli stati egemoni (Prussia, Sassonia ed Austria) favorirono lo sviluppo di centri musicali, nei quali le tendenze si fusero.
L’influenza del cosiddetto “stile galante”,