Uno Schubert in stile Classico quasi mozartiano.
Questa composizione, come altre analoghe, risale al 1816, anno in cui Schubert, aspirando a diventare direttore della Scuola di Musica, lasciò definitivamente l’insegnamento.Nonostante le molte raccomandazioni, quel posto fu poi occupato da un altro candidato.
La Sonatina per violino e pianoforte ha tutte le caratteristiche di un pezzo composto occasionalmente e sembra appartenere per stile e forma al secolo precedente, quasi fosse una composizione mozartiana o addirittura premozartiana.
I due strumenti dialogano in perfetta armonia.
Il nome stesso descrive questa forma musicale, indicandola letteralmente come “
piccola sonata“.
Al di là della ovvia considerazione appena fatta, questo termine non ha, di per se, un significato rigoroso, ma è piuttosto una etichetta applicata dal compositore ad un pezzo che conserva la struttura della “forma-sonata”, ma lo fa in un modo tecnicamente più elementare, ovvero meno legato alla forma e, come è naturale pensare, di minori dimensioni sotto il profilo della durata.
Il termine “
sonatina” cominciò ad essere usato nel XVIII secolo, ovvero già nel tardo-Barocco.
Come
Dussek, il pianista che modificò il pianoforte per assecondare l’indole decisa.
Ecco un giovane pianista che suona Dussek Sonatina in Sol Maggiore op. 20. no.1.
Una della più famose sonatine di Muzio Clementi. Una delle più studiate nei conservatori di tutto il mondo.
Ricordiamo che Clementi fu il primo a scrivere per pianoforte.
A lui si deve lo sviluppo di questo strumento anche dal punto di vista dello sviluppo manifatturiero.
Ascolta.
Ecco un altro brano che fa parte del repertorio pianistico di Clementi.
Si tratta di una della prime sonatine che gli studenti dei primi anni si apprestano a studiare.