La Sonata Op. 2 n. 1 in Fa minore con l’esecuzione di Barenboim
Scritta da Ludwig Van Beethoven nel 1795 e dedicata al suo grande amico, collega e maestro Joseph Haydn, la Sonata Op. 2 n. 1 in Fa minore si compone di quattro movimenti, tutti nella medesima tonalità.
Allegro
Adagio
Minuetto
Prestissimo
Primo movimento – Allegro
L’ Allegro si apre con l’utilizzo della tecnica denominata “Mannheim Rocket”, la rapida ascesa delle note di un accordo dalla linea di basso a quella di soprano, già precedentemente utilizzata da Mozart nel quarto movimento della sua Sinfonia n.
La Nozze di Cana di autore ignoto, raffigura il momento che spesso si accompagna con le note di questo Andante Cantabile dell’autore istriano.
Nel 1750 Tartini scriveva della sue piccole Sonate a Violino Solo che avevano una caratteristica ben precisa ovvero il “
basso per cerimonia“. Io le suono senza “bassetto” – diceva – e questa è la mia vera invenzione. Infatti 12 delle sue brevissime sonate, la cui durata non superava i 7 minuti, non contengono la parte per violoncello che di fatto veniva affidata al violino che si esibiva
Scritta tra il 1804 e i primi mesi del 1805 e dedicata al conte Franz von Brunswick, intimo amico dell’autore. Il titolo, “Appassionata”,’ appare soltanto in un’edizione del 1838 e probabilmente Beethoven non ne fu mai a conoscenza. Esiste un legame tra l’opera ed una passione amorosa del compositore che notoriamente soffriva spesso di pene d’Amore.
In quegli anni il maestro impartiva lezioni di pianoforte alle due sorelle Brunswick, le già nominate Therese e Josephine; secondo i biografi più attendibili pare che quest’ultima fosse l’amata e non, come si
La Patetica
Composta tra il 1798 e il 1799 e dedicata al suo caro amico principe Karl von Lichnowsky. In quegli anni il giovane compositore conduceva una piacevole vita mondana e le sue frequentazioni erano persone colte, ricche, in grado di apprezzare i piaceri della vita, l’Arte, la Musica.
In questo momento ricco della sana esuberanza giovanile nacque la
Patetica: il titolo fu coniato dall’editore e Beethoven accettò di buon grado tale scelta sin dalla prima edizione del 1799.
Primo Movimento – Grave, Allegro di molto e