Immedesimandoci nel dramma di Chopin in quanto esule e spettatore impotente dell’asservimento della propria terra, possiamo comprendere al meglio lo spirito delle sue composizioni. Anche se Parigi offrì a Chopin tutto quello che un artista dell’Ottocento poteva desiderare, egli rimase sempre profondamente attaccato alle sue radici. La cerchia degli amici più intima fu sempre costituita dai suoi connazionali ed i viaggi che continuò a compiere nella sua terra natale resero sempre più profondo questo legame. Da un punto di vista musicale ciò significò per lui interiorizzare ritmi, melodie,
17 maggio, 2010
Autore: MC
La Polacca op.40 n.1 fu scritta tra il 1838 e il 1839 e dedicata al compositore polacco Julian Fontana. Essa rispecchia la forma della danza tradizionale, con il “da capo”, ovvero la ripetizione della prima parte, e con la ricorrenza continua degli incisi ritmici e melodici caratterizzanti la polacca. Ma l’eroismo e lo spirito militaresco sono i due elementi prevalenti in tutto il pezzo. Già l’inizio è vigoroso e stentoreo, con grandi accordi a parti late che si estendono spesso fino alle estreme regioni della tastiera, creando
17 maggio, 2010
Autore: MC
La Polacca op.53, conosciuta come ‘Eroica’, è sicuramente l’esempio più completo e mirabile di questo genere di composizione. Fu scritta nel 1842, un periodo di grandi trionfi concertistici. Ci riferiamo soprattutto al concerto tenuto alla Salle Pleyel, di cui lo stesso Liszt fa mensione in una recensione della Gazetta Musicale. Nell’Op.53 Chopin realizza una sintesi perfetta tra elementi propri della tradizione e novità formali. Sia l’introduzione che la prima parte rispettano lo schema tradizionale. Le sedici battute iniziali sono già esse sole un vero capolavoro. Due idee