Nacque a Cremona nel 1567.
Fu la figura più importante della transizione dal
Rinascimento al
Barocco e la sua produzione musicale determinò l’evoluzione della storia dell’
opera.
Studiò con il celebre teorico-musicale Marco Antonio Ingegneri.
Già a quindici anni compose il primo lavoro:
mottetti in tre parti.
Nel 1605 a 28 anni aveva già pubblicato cinque degli otto libri di
madrigali che tanto contribuirono alla definizione della sua fama.
Alla trama dei primi due libri si contrappone l’approccio più dissonante, spigoloso e irregolare del terzo e del quarto, che risentono dell’influenza di Luca Marenzio e
Nulla in mundo pax sincera (RV 630) è un
motteto sacro composto da
Antonio Vivaldi su un testo latino anonimo.
Il titolo tradotto significa “In questo mondo non c’é una pace onesta”.
Scritto in Mi maggiore e nel tipico stile del
barocco italiano.
E’ eseguito da un soprano, due violini, viola e
basso continuo, che di solito è un violoncello ed uno strumento a tastiera ma che in
Vivaldi è spesso un
organo.
Il testo si sofferma sulle imperfezioni del mondo che è pieno di peccato e malvagità e supplica Gesù affinchè dia
La prima forma di polifonia trovò il massimo splendore nel XII sec. ed all’inizio del XIII con la Scuola di Nôtre Dame: le forme più importanti del periodo, oltre all’
organum già citato, furono il
motetus ed il
conductus.
Il motetus era caratterizzato da una melodia di
canto piano, tenuta in note lunghe da una voce appunto chiamata “
tenor“, cui si aggiungevano altre parti, con un andamento più veloce.
Il
conductus, che aveva una struttuta più semplice, faceva invece parte della musica profana.