In musica il Trecento è il secolo dell’Ars Nova.
Per Ars Nova si intende letteralmente una tecnica (ars) nuova (nova) che si contrappone a quella antica (antiqua) dei secoli precedenti.
Grande importanza ebbero a questo riguardo i trattati “Ars novae musicae” dei parigini Johannes de Muris (1290), matematico e astronomo oltre che teorico musicale, e Philippe de Vitry (1291-1361), che tra l’altro fu poeta, matematico, vescovo e amico di Francesco Petrarca.
La novità della musica riguardava soprattutto la notazione e il netto prevalere delle composizioni profane rispetto a quelle sacre,
Nacque a Cremona nel 1567.
Fu la figura più importante della transizione dal
Rinascimento al
Barocco e la sua produzione musicale determinò l’evoluzione della storia dell’
opera.
Studiò con il celebre teorico-musicale Marco Antonio Ingegneri.
Già a quindici anni compose il primo lavoro:
mottetti in tre parti.
Nel 1605 a 28 anni aveva già pubblicato cinque degli otto libri di
madrigali che tanto contribuirono alla definizione della sua fama.
Alla trama dei primi due libri si contrappone l’approccio più dissonante, spigoloso e irregolare del terzo e del quarto, che risentono dell’influenza di Luca Marenzio e
La
madrigale è una breve composizione poetica, di carattere
profano, da otto a quattordici versi per lo più
endecasillabi, divisa in
stanze di terzine rimate secondo schemi variabili, ma accomunati da una coda a rima baciata, e composta per essere musicata.
L’origine della parola è a tutt’oggi discussa: se ne ipotizza l’
etimologia dal latino volgare
mandria-mandrialis in riferimento al contenuto
rustico e pastorale; da matrix-matricalis, “di lingua materna, dialettale” o, nell’accezione proposta da Bruno Migliorini, “
alla buona“; dal Provenzale mandra gal, “canto pastorale” o ancora dallo spagnolo mandrugada, “canto
Tra il XVII ed il XVIII secolo l’Italia fu il centro dello sviluppo musicale, nonostante l’emergere, nel primo Rinascimento, di autori come Dunstable e Josquin Desprès: in particolare fu Desprès a fare da legame tra il primo ed il tardo Rinascimento, ed il suo contributo fu fruttuoso sopratutto nel tardo Rinascimento, con i maestri Giovanni Pierluigi da Palestrina, di Lasso, da Victoria e William Byrd.
La polifonia diede luogo alla messa polifonica, forma musicale di ampio respiro.
I compositori svilupparono la messa musicando i brani dell’
Ordinarium, portando così
La polifonia del tardo Medioevo, a partire dal teorico
Marchetto da Padova, venne detta
Ars Nova, in contrapposizione all’
Ars Antiqua del XII e XIII secolo: il contrappunto dei compositori dell’Ars Nova raggiunse vette di notevole complessità, con movimenti delle voci più indipendenti rispetto al passato.
Il maggiore tra i maestri dell’Ars Nova fu sicuramente
Landino Francesco, della prima metà del secolo XIV, eccellente organista (cieco dalla nascita, fu chiamato anche “Il cieco degli organi”) e compositore di molti
madrigali e
ballate.