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	<title>Musica Colta &#187; improvviso</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Chopin &#8211; Valentina Igoshina suona la Fantasia-Improvviso</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[improvviso]]></category>
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		<description><![CDATA[Fantasia-Improvviso in Do diesis minore op.66 Quest&#8217;opera,  scritta nel 1834, fu pubblicata postuma nel 1855. Recenti studi hanno dimostrato che anche il termine Fantasia venne aggiunto successivamente. L&#8217;Op.66 fu il primo Improvviso composto da Chopin e, se possiamo citare le parole dello stesso, non costituì, come del resto gli altri, una composizione particolarmente significativa; nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Fantasia-Improvviso in Do diesis minore op.66</h3>
<div id="attachment_7463" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/igoshina1.jpg"><img class="size-full wp-image-7467" title="igoshina" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/igoshina1.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">Valentina Igoshina</p></div>
<p>Quest&#8217;opera,  scritta nel 1834, fu pubblicata postuma nel 1855.</p>
<p>Recenti studi hanno dimostrato che anche il termine <em>Fantasia </em>venne aggiunto successivamente.</p>
<p>L&#8217;Op.66 fu il primo <em>Improvviso </em>composto da Chopin e, se possiamo citare le parole dello stesso, non costituì, come del resto gli altri, una composizione particolarmente significativa; nonostante questo rimane uno dei suoi pezzi più famosi.</p>
<p>Ancora oggi è sconosciuto il motivo che indusse Chopin a non pubblicare l&#8217;Op. 66. Secondo l&#8217;interpretazione dello Hedley, nel 1834, anno della composizione, l&#8217;autore inviò alle sorelle un volume di brani pianistici, non solo di sua invenzione, tra i quali vi era anche l&#8217;Improvviso op.89 di Moscheles.</p>
<p>Tra la sua <em>Fantasia-Improvviso </em>e quest&#8217;ultimo esistono alcune analogie, soprattutto per quanto riguarda la linea melodica e l&#8217;andamento ritmico della prima idea tematica, anche se la composizione di Chopin supera di gran lunga quella di Moscheles. Pare comunque, sempre secondo lo Hedley, che il musicista, per evitare critiche o, peggio ancora, accuse di plagio, preferì lasciare il suo manoscritto in un cassetto.</p>
<p>Le curve melodiche riprodotte nel disegno in basso permettono di confrontare i temi iniziali dei due improvvisi.<br />
Nell&#8217;improvviso chopiniano le idee tematiche sono due e profondamente diverse tra loro.</p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/400px-Fan_Imp_Chopin.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7468" style="margin: 2px;" title="400px-Fan_Imp_Chopin" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/400px-Fan_Imp_Chopin-300x111.png" alt="" width="300" height="111" /></a>La prima,  <em>Allegro agitato</em>, è un turbinio incessante di suoni fittissimi che si rincorrono in un clima affannoso, dove lo slancio verso l&#8217;acuto viene continuamente inibito da passaggi cromatici discendenti. La tempesta pare totalmente sedata con il secondo episodio, <em>Moderato cantabile</em>. Con un espediente tecnico, che si chiama <strong>enarmonia</strong>, Chopin modifica completamente il quadro di riferimento tonale senza passaggi di collegamento. Lo stesso suono della scala, dopo le innovazioni stabilite dall&#8217;invenzione del temperamento equabile, può subire tre denominazioni diverse, perchè su di esso vengono a coincidere sia il suono più acuto, quando viene abbassato con un&#8217;alterazione (b=bemolle), sia il suono più grave, quando viene innalzato (#=diesis).<br />
All&#8217;ascolto, l&#8217;effetto è come di un incantesimo; non si avverte uno spostamento ma piuttosto una trasfigurazione. Il tema è cantabile e affettuoso, dolcissimo e lirico. Si tratta di una di quelle melodie che difficilmente si dimenticano. Il ritorno del tormentato tema iniziale interrompe il sogno, ma la quiete ritorna nella coda, quando, dopo un diminuendo, riappare, eseguito al grave, il secondo tema. Con esso si con chiude la camposizione.</p>
<p><em>Piano</em>: <strong>Valentina Igoshina</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="512" height="313" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qa0Z6g1XJkU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="313" src="http://www.youtube.com/v/qa0Z6g1XJkU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Rubinstein suona Chopin &#8211; Berceuse in Re bemolle maggiore op.57</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 18:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[improvviso]]></category>
		<category><![CDATA[chopin]]></category>

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		<description><![CDATA[La melodia, cristallina e limpidissima, si muove con assoluta libertà, creando continue magie timbriche. La famosa Berceuse di Chopin è una composizione dell&#8217;estate 1844, quando Chopin soggiornava a Nohant, nella residenza della scrittrice Georghe Sand. La scintilla ispiratrice fu probabilmente il rapporto molto intenso stabilito dall&#8217;autore con la figlioletta di Pauline Viardot, anch&#8217;essa ospite nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La melodia, cristallina e limpidissima, si muove con assoluta  libertà, creando continue magie timbriche.</h3>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/Lullaby_1875.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7062" style="margin: 2px;" title="Lullaby_1875" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/Lullaby_1875.jpg" alt="" width="280" height="234" /></a>La famosa Berceuse di Chopin è una composizione dell&#8217;estate 1844, quando Chopin soggiornava a Nohant, nella residenza della scrittrice Georghe Sand. La scintilla ispiratrice fu probabilmente il rapporto molto intenso stabilito dall&#8217;autore con la figlioletta di Pauline Viardot, anch&#8217;essa ospite nella villa di campagna. La Berceuse, ovvero Ninna Nanna, fu battezzata così dallo stesso musicista, benché inizialmente intendesse chiamarla &#8216;Varianti&#8217;. In effetti si tratta proprio di sedici brevi variazioni su di un ostinato e sempre uguale accompagnamento che sostiene &#8220;dondolando&#8221; la dolce e leggera melodia.</p>
<p>L&#8217;autore aveva già scritto un pezzo in questa forma, il Souvenir de Paganini, composto a Varsavia nel 1829 e pubblicato postumo: anche qui abbiamo un tema che è &#8220;il Carnevale di Venezia&#8221; seguito da quattro variazioni e una coda che si dipanano su di un accompagnamento sempre uguale. Certo è che con la Berceuse Chopin raggiunge la perfezione  di quello che nel Souvenir appare appena. La melodia, cristallina e limpidissima, si muove con assoluta libertà, creando continue magie timbriche. L&#8217;intensità contenutissima oscilla dal pianissimo al piano, eliminando ogni asprezza o tensione. Il tessuto armonico del pezzo sembra non esistere, tale è la dissociazione che si viene a creare tra melodia e accompagnamento e l&#8217;ascoltatore non avverte dissonanze o asperità di alcun genere, restando incantato dal suo fascino dolcissimo.</p>
<p>Vi proponiamo l&#8217;esecuzione del grandissimo <strong>Rubinstein</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AQBIYInzyyU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/AQBIYInzyyU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Schubert &#8211; Improvvisi D.899, N.1, N.2, N.3, N.4</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[improvviso]]></category>
		<category><![CDATA[schubert]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Improvvisi di Schubert nei Salotti Viennesi Nel periodo che va dal 1818 al 1827, nei salotti viennesi, luoghi abitualmente frequentati da Schubert, circolavano giovani di belle speranze che anelavano a conoscere e a praticare l&#8217;Arte Musicale. Schubert era spesso il centro d&#8217;attrazione di questi piccoli eventi mondani, e ne diede un&#8217;impronta tale diventarne il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Gli Improvvisi di Schubert nei Salotti Viennesi</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/zimerman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6427" style="margin: 4px;" title="zimerman" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/zimerman-200x300.jpg" alt="zimerman" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Nel periodo che va dal 1818 al 1827, nei salotti viennesi, luoghi abitualmente frequentati da Schubert, circolavano giovani di belle speranze che anelavano a conoscere e a praticare l&#8217;Arte Musicale. Schubert era spesso il centro d&#8217;attrazione di questi piccoli eventi mondani, e ne diede un&#8217;impronta tale diventarne il riferimento assoluto.</p>
<p>Ancora oggi si &#8220;celebrano&#8221; le <em>schubertiadi </em>proprio per ricordare e rievocare quell&#8217;atmosfera di cultura, libertà e musicalità che solitamente ruotava attorno ad un pianoforte. Finchè il musicista visse, gli <em>Improvvisi </em>ebbero questa collocazione.</p>
<p>Ciò non ci deve tuttavia far credere che si tratti di pezzi poco impegnativi o di esclusivo consumo. Composti negli ultimi mesi del 1827, gli Improvvisi D.899 si inseriscono in una preesistente tradizione austro-germanica di pezzi pianistici di <em>libera ispirazione</em>.</p>
<p>Lo stesso Weber compose un &#8220;Momento Capriccioso&#8221;, per non parlare di autori meno noti quali Worzischek e Tomaschek.</p>
<p>Furono tuttavia probabilmente Schubert o i suoi editori a usare per la prima volta il termine &#8220;Improvviso&#8221;.</p>
<p>Gli <strong>Improvvisi D.899</strong> sono 4 e si distinguono nettamente, per la loro bellezza e originalità, dai brani affini a questo tipo di composizione.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.1 D.899</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sChVRfNIdOA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/sChVRfNIdOA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il primo, introdotto da un fortissimo, sviluppa un&#8217;idea cantabile pianissimo, saltellante e ingenua, che oscilla continuamente tra il modo maggiore e il modo minore, alternando brevi zone forti con lunghi momenti sottovoce. Questa prima idea, così incisiva nella configurazione ritmica, subisce una rapida trasformazione quando la mano sinistra passa dal più energico ritmo puntato, con cui ha rafforzato la melodia affidata quasi sempre alla mano destra, a un fluente e ininterrotto ritmo di terzine, su cui l&#8217;idea originaria si distende quietamente. Seguendo uno schema molto affine a quello del tema e variazioni, lo spunto iniziale passa in un  primo tempo al grave, mentre la mano destra ripete ossessivamente gli stessi suoni, poi, con un collegamento interessante sia dal punto di vista melodico sia da quello armonico, ritorna alla mano destra, arricchito da arpeggi leggeri. Una modulazione ci apre un mondo trasfigurato e il ricordo dei più cupi momenti passati, richiamato dal ritorno del motivo iniziale, non turba questa zona di serenità che, pur nell&#8217;ambiguità tra il modo maggiore e il modo minore, conclude soavemente il pezzo, traendo proprio da queste continue elusione il proprio fascino.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.2 D.899</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-3WWZQyPs30&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/-3WWZQyPs30&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo improvviso si sviluppa alternando due zone diversissime sia nella forma che nel carattere. La prima idea è fluente e leggera, come una cascatella, in cui i suoni si snocciolano ininterrotti; una melodia purissima, accompagnata da poche note, affidate alla mano sinistra, che creano armonie semplici e rarefatte. La seconda parte appare repentinamente, aggressiva ed energica, con un andamento &#8216;all&#8217;ungherese&#8217;.Le due parti si alternano nuovamente, creando nella giustapposizione di due idee musicali tanto diverse un effetto stupefacente. Ciò che colpisce in un autore come Schubert è la capacità di inventare analogie, associazioni, abbinamenti senza mostrarci il cammino che da un pensiero porta all&#8217;altro, senza deduzioni nè passaggi di collegamento. La malia di questo improvviso nasce proprio dall&#8217;avvicinamento di due luoghi così distanti. Riascoltare la prima sezione, dopo il repentino cambiamento di scena operato dall&#8217;irruento &#8216;ungherese&#8217;, genera sensazioni completamente rinnovate e così pure al rapparire della seconda idea, in un&#8217;elegante suggestione di dèjà vu.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.3 D.899</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KkqDEh-fXVI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/KkqDEh-fXVI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Niente interrompe la staticità del terzo improvviso, in cui un&#8217;armonia scarna sostiene il divagare continuo e incessante della mano destra, che, con brevi arpeggi, colma la melodia grave e lenta. In questa composizione, tutto il lirismo di Schubert si effonde in un&#8217;atmosfera quasi mistica, in cui rare zone di forte intensità illuminano la narrazione assorta che procede a intervalli minuti, spesso cromatici. Questa suggestione permane ininterrottamente sino alla conclusione, con straordinarie aperture create da inaspettate modulazioni, in seguito così care ai compositori romantici.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.4 D.899N.4</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lZm3JbzFzrQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/lZm3JbzFzrQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
L&#8217;ultimo degli Improvvisi D.899 ricorda il secondo per la struttura melodica discendente di cui sembra essere una variazione. Il medesimo fluire è qui interrotto da accordi sospesi, che soggiogano l&#8217;attenzione dell&#8217;ascoltatore, ogni volta ricatturato dalla ripetizione dell&#8217;inciso fondamentale. Al centro di questo improvviso si trova un episodio diversissimo, in cui la melodia semplice e piuttosto scarna è sostenuta da una ricca armonia. Nuovamente ritorna il primo motivo che conclude energicamente dopo un crescendo continuo.</p>
<p><em>Piano</em>: <strong>Zimerman</strong></p>
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		<title>Forma Musicale Libera</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 14:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[forme musicali]]></category>
		<category><![CDATA[improvviso]]></category>
		<category><![CDATA[notturno]]></category>
		<category><![CDATA[chopin]]></category>

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		<description><![CDATA[La Forma Musicale Libera è un prodotto del Romanticismo. Durante i primi decenni del XIX secolo, gli artisti, coinvolti in un nuovo modo di &#8220;sentire&#8221;, cominciarono a produrre nuove struttura musicali, o meglio cominciarono a produrre senza seguire alcuna struttura ma assecondando l&#8217;estro musicale. Vennero alla luce il notturno, l&#8217;improvviso e la fantasia, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/09/forme-libere-notturno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4681" title="forme libere - notturno" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/09/forme-libere-notturno.jpg" alt="forme libere - notturno" width="500" height="368" /></a></p>
<p>La <strong>Forma Musicale Libera</strong> è un prodotto del Romanticismo.</p>
<p>Durante i primi decenni del XIX secolo, gli artisti, coinvolti in un nuovo modo di &#8220;sentire&#8221;, cominciarono a produrre nuove struttura musicali, o meglio cominciarono a produrre senza seguire alcuna struttura ma assecondando l&#8217;estro musicale.</p>
<p>Vennero alla luce il <strong>notturno</strong>, l&#8217;<strong>improvviso </strong>e la <strong>fantasia</strong>, che hanno avuto tra i loro interpreti più geniali Frederick <strong>Chopin</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Franz Schubert &#8211; Un genio incompreso in vita &#8211; Biografia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 12:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
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		<description><![CDATA[Schubert si può considerare facente parte di quella schiera di artisti che in vita non sono stati riconosciuti per il reale talento posseduto (Van Goh, Bach, &#8230;) Ebbe una vita di delusioni e per questa ragione la facilità e la leggerezza dei primi lavori lasciarono spazio alla profondità e malinconia delle sue ultime opere. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/Franz_Schubert1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7722" style="margin: 2px;" title="Franz_Schubert1" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/Franz_Schubert1-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p>Schubert si può considerare facente parte di quella schiera di artisti che in vita non sono stati riconosciuti per il reale talento posseduto (Van Goh, Bach, &#8230;) Ebbe una vita di delusioni e per questa ragione la facilità e la leggerezza dei primi lavori lasciarono spazio alla profondità e malinconia delle sue ultime opere. Nel tempo diventò sempre più chiuso verso l&#8217;esterno, rivelando sempre di più un aspetto malinconico attraverso la composizione e la scrittura musicale, unici linguaggi da lui prediletti.</p>
<p>La sua produzione, però, non si limitava ai soli Lieder, anche  se gli pubblicavano solo quelli. Di quegli anni, precisamente del 1828, furono  gli <strong>Improvvisi </strong>ed i <strong>Momenti musicali </strong>al pianoforte, la <strong>Fantasia </strong>in fa minore per pianoforte a quattro mani, unico pezzo di Franz dedicato a Carolina Esterhàzy, la <strong>Messa </strong>in mi bemolle e la Sinfonia in do maggiore. Tutto questo materiale restò a lungo nei cassetti del musicista, e vide la luce decine di anni dopo la sua morte, che giunse il 19 novembre di quello stesso anno, in seguito ad un febbre tifoide contratta dopo un viaggio estivo ad Eisenstadt, per rendere omaggio alle spoglie di Franz Joseph <strong>Haydn</strong>.</p>
<p>Moriva così un genio incompreso, che solo nel secondo Ottocento avrebbe trovato la gloria meritata e mai tributatagli. Schubert fu un precursore nello sviluppo dell&#8217;architettura e del linguaggio musicale sinfonico, così come lo troviamo trasformato in Bruckner e soprattutto in Gustav Mahler. Poco conosciuto in vita, si comprese solo parecchi anni dopo la sua morte che era lui la vera risposta al genio di Beethoven.</p>
<p>Oggi i due grandi musicisti riposano a pochi metri di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, nel cimitero viennese di Wharing.</p>
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