8 aprile, 2011
Autore: MC
Concerto per Cembalo, Violino, Flauto, Archi e Continuo BWV 1044
La composizione si richiama alla forma del concerto grosso con il consueto alternarsi della sezione solista, costituita dal flauto, cembalo e violino, al ‘tutti’ dell’orchestra d’archi. L’Allegro iniziale attacca baldanzoso con l’orchestra che scandisce il tema, fluido e martellante, con un ritmo uniforme. Quando vengono introdotti i solisti assistiamo a un vero e proprio dialogo affettuoso in cui flauto e violino , più liberi e fantasiosi, si muovono sostenuti dall’infaticabile clavicembalo.
La famiglia, un riferimento costante
Questo concerto fu composto probabilmente a Lipsia intorno al 1730, quando i dissidi tra Bach e il Consiglio Comunale erano ormai frequenti.
In un clima così teso e avaro di riconoscimenti nei confronti del suo genio, Bach si dedicò quasi esclusivamente alla composizione di opere di carattere religioso per adempiere ai suoi compiti e si occupò assai poco di musica strumentale.
Questo concerto però, pur con qualche incertezza, sembra risalire a quegli anni e può essere considerato uno di quei concerti domestici che rappresentavano una consuetudine nella famiglia
Il meraviglioso Adagio del Concerto BWV 1056 di Bach
Kothen rappresenta probabilmente il luogo ma anche il periodo in cui Bach si dedicò maggiormente alla musica strumentale.
In particolare ci riferiamo al “Concerto per Cembalo, Archi e Continuo” BWV 1056 che, con tutta probabilità, deriva da una composizione per violino di quel periodo.
Ricordiamo che tra i compiti del Direttore del Collegium musicum di Lispia c’era quello di proporre settimanalmente una “nuova” composizione; questo spinse Bach a rivedere le composizioni scritte a Kothen, eventualmente apportando delle modifiche, per farle eseguire dalla piccola orchestra
I Concerti Settimanali della famiglia Bach
Questa composizione ci dà l’occasione di rievocare la famiglia Bach e di come la Musica fosse per ogni componente della famiglia, dal più piccolo al più grande, il bellissimo pretesto per stare insieme.
Nella versione originale, cioè nella prima versione, questo concerto prevedeva Oboe e Violino come strumenti solisti; successivamente fu trascritto dallo stesso Bach per due clavicembali e orchestra d’archi, e proprio in questa seconda versione divenne più conosciuto.
Non dobbiamo dimenticare che in quell’anno, il 1729, Bach era stato nominato direttore del Collegium Musicum