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	<title>Musica Colta &#187; concerto</title>
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		<title>Le pagine perse di Paganini</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
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		<description><![CDATA[I concerti per violino ed orchestra: alcuni integri, altri recuperati, ed altri ancora persi per sempre. Paganini scrisse ben nove concerti per violino e orchestra, ma sfortunatamente sono soltanto cinque quelli che sono arrivati fino a noi. Il recupero di uno di questi ovvero il Concerto n.4, in Re minore è avvenuto &#8220;recentemente&#8221; il 7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2012/01/paganiniaa.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2012/01/paganiniaa.jpg" alt="" title="paganiniaa" width="224" height="224" class="alignright size-full wp-image-10917" /></a><br />
<h3>I concerti per violino ed orchestra: alcuni integri, altri recuperati, ed altri ancora persi per sempre.</h3>
<p>Paganini scrisse ben nove concerti per violino e orchestra, ma sfortunatamente sono soltanto cinque quelli che sono arrivati fino a noi. Il recupero di uno di questi ovvero il Concerto n.4, in Re minore è avvenuto &#8220;recentemente&#8221; il 7 novembre 1954, quando alla Sala Pleyel di Parigi il violinista Grumiaux lo ha fatto rinascere dopo quel lontano 1831 in cui lo stesso Paganini lo eseguì all&#8217;Opera.</p>
<p>Il musicista dopo quell&#8217;esecuzione lo abbandonò definitivamente lasciandoci solo la partitura manoscritta per l&#8217;orchestra ma non per il solista, che si è ritrovata sparsa tra appunti diversi. E&#8217; merito di Franco Galliani, musicista milanese che diresse il Concerto n.4 nel 1954, l&#8217;aver ricomposto i numerosi frammenti di quest&#8217;opera e averci restituito una delle pagine più interessanti del nostro autore.</p>
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		<title>Paganini &#8211; Concerto per Violino e Orchestra n.2  &#8211; La Campanella</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[paganini]]></category>

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		<description><![CDATA[Concerto per violino e orchestra in Si minore, n.2 Op. 7 La Campanella Il Concerto n.2 è il più noto concerto dei nove scritti da Paganini, sebbene non tutti arrivati fino a noi, soprattutto per il Rondò &#8216;La Campanella&#8217; che dà il titolo a tutta l&#8217;opera. In questo concerto, che Paganini scrisse nel 1826, l&#8217;autore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2012/01/niccolo_paganini_1.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2012/01/niccolo_paganini_1.jpg" alt="" title="niccolo_paganini_1" width="300" height="225" class="alignright size-full wp-image-10903" /></a></p>
<h3>Concerto per violino e orchestra in Si minore, n.2 Op. 7</h3>
<h2> La Campanella </h2>
<p>Il Concerto n.2 è il più noto concerto dei nove scritti da Paganini, sebbene non tutti arrivati fino a noi, soprattutto per il Rondò &#8216;La Campanella&#8217; che dà il titolo a tutta l&#8217;opera.</p>
<p>In questo concerto, che Paganini scrisse nel 1826,  l&#8217;autore diede meno spazio al virtuosismo a favore di una maggiore enfasi melodica.</p>
<p>Il concerto si articola in tre movimenti:</p>
<ul>
<li>Allegro maestoso</li>
<li>Adagio</li>
<li>Rondo</li>
</ul>
<h3>
<p>Primo Movimento &#8211; Allegaro Maestoso</h3>
<p><object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bkNF8lNve38?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bkNF8lNve38?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;allegro maestoso si apre con un lungo intervento dell&#8217;orchestra in cui i violini eseguono la melodia principale; quando prende la parola il solista hanno inizio episodi di elevata abilità che si alternano a momenti lirici venati di un tocco di malinconia.<br />
<object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XtPx_2Zir10?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XtPx_2Zir10?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>All&#8217;orchestra non vengono richieste prestazioni particolari, e gli impasti timbrici e le soluzioni armoniche sono perfettamente in linea con i canoni tradizionali, e addirittura con quelli della tradizione operistica italiana, perchè frequenti sono i passaggi in cui il violino si comporta come il primo attore di una rappresentazione lirica, mentre l&#8217;orchestra accompagna, sostenendo ma senza mai abbandonare il proprio compito di gregario.</p>
<h2>
<p>Secondo Movimento &#8211; Adagio</h2>
<p><object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/W6OTG9Dmi8E?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/W6OTG9Dmi8E?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
L&#8217;Adagio è una pagina dolce e accorata in cui il violino può nuovamente dar prova delle sue capacità espressive e virtuosistiche; notevole è soprattutto un passaggio eseguito interamente sulla quarta corda , sino ad allora usata solo raramente, che con Paganini assume spesso il ruolo della protagonista in quanto su di essa vengono prodotte melodie assai complesse.</p>
<h3>
<p>Terzo Movimento &#8211; Rondò</h3>
<p><object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LgIafSHyG9c?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LgIafSHyG9c?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Il Rondò &#8216;La Campanella&#8217; è un pezzo brillante e ricco di gaiezza in cui sia il violino sia l&#8217;orchestra, fedele ancella, imitano festosi rintocchi di campane. Il motivo principale è famosissimo, ricco di verve, e circola con brio lungo tutto il pezzo. Il violino è impegnato in vere e proprie acrobazie: velocissimi pizzicati si alternano ad altrettanto rapidi passaggi con l&#8217;arco, e in un crescendo di brillantezza ancor più intensificato dall&#8217;accelerando, il concerto giunge a conclusione.</p>
<p><i>Splendida l&#8217;esecuzione di Menuhin</i> </p>
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		<title>Brahms &#8211; Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[compositori]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[romanticismo]]></category>
		<category><![CDATA[brahms]]></category>
		<category><![CDATA[joachim]]></category>

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		<description><![CDATA[Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell&#8217;estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino</h2>
<p>Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell&#8217;estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim che, formatosi a Vienna sotto la guida di notevoli maestri quali Hanser e Bohn, si era trasferito a Lispia nel 1843 dove studiò con Mendelssohn.</p>
<p><div id="attachment_10643" class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/BrahmsJoachim.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/BrahmsJoachim.jpg" alt="" title="Brahms &amp; Joachim" width="283" height="283" class="size-full wp-image-10643" /></a><p class="wp-caption-text">Brahms &#038; Joachim</p></div>
<p>Approfondì ulteriormente le sue conoscenze a Vienna dove lavorò con Liszt per cui nutriva grandissima ammirazione: tuttavia una sua già dichiarata inclinazione verso il Classicismo resa più consapevole dagli studi compiuti con Mendelssohn, lo portò a dissociarsi drasticamente da Liszt e dalla sua concezione della “nuova musica”.</p>
<p>Proprio in quegli anni (1851-53) strinse amicizia prima con Schumann e poi con Brahms con cui sempre fu legato da una reciproca ammirazione. Solo quando lo stesso Brahms prese le parti di Amalie Weisz, famoso mezzosoprano, nella causa di divorzio che Joachim aveva intentato con la moglie, i loro rapporti si raffreddarono, ma il violinista non cessò di farsi araldo della musica di Brahms, a cui rimase fermamente devoto.</p>
<p>E&#8217; a lui, infatti, che si deve l&#8217;affermazione di Brahms in Inghilterra, dove nel 1877 diresse per la prima volta la Sinfonia n.1 a Cambridge in occasione della cerimonia in cui venne consegnato allo stesso Joachim il dottorato in musica honoris causa. E&#8217; con grande amicizia e sincera modestia che Brahms spedì il 22 agosto 1878 la parte per il violino solista all&#8217;amico, accompagnandola con queste parole: &#8220;Dopo averti scritto questo, io mi sono chiesto cosa potrai fartene della sola parte per violino. La mia intenzione è, naturalmente, che tu la corregga, non limitatamente alla qualità della composizione, e che, se pensi che non valga la pena di pubblicarla, me lo dica. Io ti sarò molto grato se mi indicherai quali parti sono difficili, inopportune o impossibili da eseguire. L&#8217;intera opera è in quattro movimenti&#8221;. Così rispose Joachim: &#8220;Mi fa molto piacere sapere che hai scritto un concerto per violino, e in quattro movimenti! Ho dato un&#8217;occhiata a quello che mi ha mandato e ho fatto alcune annotazioni e modifiche, ma senza la parte dell&#8217;orchestra non vuol dire molto. Io posso ricavare molto da questo lavoro e vi è una gran quantità di ottima musica per violino, ma se è possibile suonare con agio in una calda sala da concerto&#8230;ti lascio immaginare&#8230;.Non potremmo passare un paio di giorni insieme?&#8221; .</p>
<p>La proposta del violinista fu di provare il concerto a Berlino prima del Natale dello stesso anno, ma Brahms, sempre alla ricerca della perfezione, continuamente assillato da dubbi e ripensamenti, rifiutò e il 23 ottobre così scrisse: &#8220;Io sono lento a scrivere, per la prima, poi! Se tu pensi qualcosa a proposito del mio lavoro prendi accordi per gennaio. Io non posso scrivere niente di definitivo al momento, soprattutto dopo aver “inciampato” nell&#8217;Adagio e nella Scherzo&#8221;. </p>
<p>Si fece restituire il manoscritto, seguirono lettere sconfortate in cui lamentava la mediocrità dell&#8217;Adagio e la sua totale insoddisfazione per lo Scherzo, ma il 12 dicembre aggiunse: &#8220;Ti restituisco la parte e sono completamente d&#8217;accordo con le tue correzioni. Le parti per l&#8217;orchestra potrai vederle a Lipsia il 1° gennaio nel caso tu voglia suonarlo lì.&#8221; Nonostante il concerto presentasse notevoli difficoltà Joachim lo eseguì puntualmente il 1° gennaio, ma Brahms non lo reputò ancora pronto per la pubblicazione. Dopo che Joachim, ripresosi il manoscritto, eseguì il pezzo numerose volte in Inghilterra ottenendo un buon successo, nel marzo 1879 ricevette dal musicista questa lettera: &#8220;Il fatto che tu abbia ancora il mio lavoro non è una grave disgrazia. Ma io sono ansioso di vedere quali modifiche hai fatto e se saranno convincenti o se dovrò consultare qualcun altro, cosa che non voglio fare. Dimmi, questo concerto è pronto per essere pubblicato?&#8221;</p>
<p>Tuttavia non tutte le correzioni piacquero all&#8217;autore, che il 22 giugno scrisse: &#8220;Dovrai pensarci due volte prima di chiedermi un altro concerto! E&#8217; una buona cosa che il tuo nome compaia sullo spartito; tu sei, poco o tanto, responsabile della parte del violino solista&#8221;. Il pubblico e la critica non furono entusiasti: lo considerarono una composizione che non valorizzava il violino ma al contrario pareva scritta &#8216;contro&#8217; di esso; comunque il concerto venne pubblicato dall&#8217;editore Simrock nell&#8217;ottobre 1879.</p>
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		<title>Concerto per Violino e Orchestra in Re maggiore op. 77 di Brahms</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[brahms]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve Analisi del Concerto per Violino e Orchestra in Re maggiore op. 77 di Brahms Ecco una delle composizioni che meglio rappresenta Brahms e l&#8217;idea che universalmente si ha del &#8220;Concerto per Violino&#8221;. In quest&#8217;opera, prima concepita in 4 movimenti, si concretizza la più classica delle &#8220;forme&#8221; con la struttura allegro-adagio-allegro ovvero: 1. Allegro ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Breve Analisi del Concerto per Violino e Orchestra in Re maggiore op. 77 di Brahms</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/mutter_karaian.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/mutter_karaian.jpg" alt="" title="mutter_karaian" width="400" height="300" class="alignright size-full wp-image-10627" /></a>Ecco una delle composizioni che meglio rappresenta Brahms e l&#8217;idea che universalmente si ha del &#8220;Concerto per Violino&#8221;. In quest&#8217;opera, prima concepita in 4 movimenti, si concretizza la più classica delle &#8220;forme&#8221; con la struttura allegro-adagio-allegro ovvero:</p>
<p><em>1.	Allegro ma non troppo<br />
2.	Adagio<br />
3.	Allegro giocoso</em></p>
<p><strong>Primo Movimento – Allegro non troppo</strong></p>
<p>Il movimento, Allegro non troppo, inizia subito con un tema semplice e lineare, costituito dalle note dell&#8217;accordo di tonica. Il discorso dell&#8217;orchestra si infittisce, varia frequentemente e d&#8217;un tratto irrompe il secondo tema, eseguito dagli archi in re minore, irruento e aggressivo, e proprio sulla conclusione reiterata di questo motivo attacca il solista.<br />
<br />
<object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/J5BSglGbxo4?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/J5BSglGbxo4?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sin dalle prime battute appare chiaramente come il violino debba affrontare difficoltà notevoli: infatti il saltare continuo dal grave all&#8217;acuto non conosce soste; solo i legni e i timpani sostengono l&#8217;infaticabile solista mentre gli archi tacciono. Per tutto il movimento il violino rivela un atteggiamento analogo: i suoi interventi sono sempre in stile &#8216;cadenzante&#8217; e nell&#8217;esecuzione del primo e del secondo tema la melodia viene trasfigurata in alcuni casi con l&#8217;introduzione di passaggi di arricchimento, mentre in altri è trasportata nella regione sovracuta in cui il violinista deve mettere a dura prova la propria tecnica. Passaggi impervi, dissonanze, arcate melodiche frequentemente interrotte da arpeggi virtuosistici conferiscono al violino un nuovo ruolo: da struggente cantore di melodie appassionate diviene un esploratore che si spinge a sondare nuove possibilità espressive.<br />
<br />
<object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bV1_k6laGtc?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bV1_k6laGtc?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><br />
Secondo Movimento – Adagio</strong></p>
<p>Nell&#8217;Adagio i legni intonano un canto dolce e malinconico che a tratti riecheggia melodie popolari; gli archi e il solista tacciono, e quando fanno udire le loro voci paiono rispondere seguendo un andamento di tipo antifonale.<br />
<br />
<object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/v4s_laQS3Vo?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/v4s_laQS3Vo?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;idilliaca atmosfera è ricca di grande fascino e venata contemporaneamente di una seriosità tutta germanica. A questo punto avrebbe dovuto trovarsi lo Scherzo, di cui Brahms parla in una lettera a Joachim, ma nella stesura definitiva non compare, e sembra che sia stato utilizzato nel Concerto n.2 op.83 per pianoforte e orchestra.<br />
<strong><br />
Terzo Movimento – Allegro Giocoso</strong></p>
<p>L&#8217;ultimo movimento, Allegro giocoso ma non troppo vivace, è in forma di rondò e colorato con le vivaci tinte dello stile ungherese: il ritmo è deciso, tutto è caratterizzato da una grande energia a tratti attenuata da momenti di solare e robusto umorismo.<br />
<br />
<object width="560" height="410"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Gk_e0C_Pnwo?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Gk_e0C_Pnwo?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="410" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La parte conclusiva, Poco più presto, introdotta da un divertente passaggio dei legni, è la trasformazione del motivo principale del rondò in andamento di marcia. Il ricordo di Beethoven nell&#8217;Alla Marcia dell&#8217;ultimo movimento della Nona è immediato: e non ci riferiamo esclusivamente alla tonalità (re maggiore) che accomuna le due opere, ma anche allo spirito eroico che le ha generate. E infatti mentre i concerti per violino di Spohr, Mendelssohn e Bruch furono definiti romantici e femminili, per Brahms si utilizzò subito l&#8217;aggettivo virile.<br />
Negli anni che seguirono la composizione di questo concerto, l&#8217;opera non ebbe il favore di molti violinisti e comunque fu eseguita esclusivamente da uomini, Hugo Hermann e Joachim per citare i più famosi; la prima donna che vi si cimentò fu Marie Soldat, che lo inserì frequentemente nelle sue esecuzioni. Negli ultimi anni è diventato, invece, uno dei concerti per violino più eseguiti e ne è la prova il fatto che , tra violinisti e compositori, sono circa venti coloro che ne hanno scritto delle cadenze.</p>
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		<title>Il primo Concerto di Brahms e le reazioni del pubblico</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2011/11/21/il-primo-concerto-di-brahms-e-le-reazioni-del-pubblico/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[brahms]]></category>
		<category><![CDATA[clara-schumann]]></category>
		<category><![CDATA[joachim]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;autore avrebbe desiderato eseguire egli stesso il suo concerto per la prima volta ad Amburgo nella primavera del 1858, ma non fu possibile. Il 26 novembre 1858 Brahms annunciò a Joachin di aver avuto da David, direttore della Gewandhaus di Lipsia, l&#8217;assicurazione di poterlo suonare finalmente nel gennaio 1859. Ricompaiono così nuove incertezze e perplessità: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/11/Johannes_Brahms_1853.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/11/Johannes_Brahms_1853.jpg" alt="" title="Johannes_Brahms_1853" width="208" height="208" class="alignright size-full wp-image-10516" /></a>L&#8217;autore avrebbe desiderato eseguire egli stesso il suo concerto per la prima volta ad Amburgo nella primavera del 1858, ma non fu possibile. Il 26 novembre 1858 Brahms annunciò a Joachin di aver avuto da David, direttore della Gewandhaus di Lipsia, l&#8217;assicurazione di poterlo suonare finalmente nel gennaio 1859. Ricompaiono così nuove incertezze e perplessità: &#8220;Dopo la bella prova che ho fatto ad Hannover la mia testa era piena di possibili miglioramenti del concerto, adesso li ho completamente dimenticati. L&#8217;orchestrazione non avrà bisogno di altre modifiche per la prima?&#8221;.<br />
La prima esecuzione, anche se in forma ridotta, avvenne il 22 gennaio 1859 ad Hannover, sotto la direzione di Joachim, con notevole successo; cinque giorni più tardi Brahms eseguì il concerto alla Gewandhaus di Lipsia ottenendo un totale insuccesso. Abbiamo queste informazioni da una lettera che lo stesso Brahms scrisse a Clara Schumann subito dopo l&#8217;avvenimento: &#8220;Non è andata male. Io ho suonato decisamente meglio che ad Hannover e l&#8217;orchestra era eccellente. Ma la prima prova non ha prodotto alcun effetto né sugli esecutori né sul pubblico. Alla seconda prova non vi era alcuno spettatore e non si è mosso nemmeno un muscolo della faccia dei professori dell&#8217;orchestra&#8230; Alla prima, il primo e il secondo movimento non hanno generato alcuna reazione e alla fine c&#8217;è stato un debole applauso che si è subito smorzato. Non c&#8217;è altro da aggiungere circa il fatto, neanche un&#8217;anima viva ha fatto parola dell&#8217;opera con me, solo David è stato molto gentile e si è prodigato per consolarmi&#8221;. </p>
<p>Ci fu però anche qualcuno che apprezzò il Concerto n.1 infatti la famosa cantante Livia Frege commentò così l&#8217;avvenimento in una lettera a Clara Schumann datata 31 gennaio 1859: &#8220;Cosa diavolo è successo al pubblico? Prima erano silenziosissimi, alla fine, quando uno o due hanno cercato di applaudire, gli altri li hanno soffocati con fischi. Ho pianto dalla rabbia, è stato causato tutto da uno sciocco malanimo&#8221;. Le diffidenze nei confronti di quest&#8217;opera non finirono qui. Brahms continuò a ritoccarla prima di decidersi a pubblicarla, e quando la offrì a Breitkopf  Hartel nel 1860 ottenne un secco rifiuto non  appena gli editori seppero che si trattava del famoso fiasco della Gewandhaus. Replicò con queste parole: &#8220;Sono molto spiacente che voi abbiate così poca fiducia nel mio concerto, ma io stesso non avevo pensato che avrebbe potuto avere un esito così tremendo&#8221;.  Lo stesso giorno offrì l&#8217;opera all&#8217;editore  Rietek Biedermann per soli 10 federici, un prezzo molto basso per una composizione di così ampie dimensioni; nel 1861 apparve la parte per pianoforte mentre le parti dell&#8217;orchestra furono pubblicate nel 1862.</p>
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