14 gennaio, 2010
Autore: MC
Vi proponiamo una breve analisi del concerto, e, allo stesso tempo, l’intensa esecuzione della violinista
Anne Sophie Mutter con l’autorevole direzione di
Herbert Von Karajan.
PRIMO MOVIMENTO – Allegro ma non troppo
Nel primo movimento, Beethoven raggiunge il giusto equilibrio tra i principi del concerto e quelli della forma-sonata. L’inizio fa presagire un seguito ricco di avvenimenti.
Le cinque note sommessamente ribattute dai timpani sembrano nulla più che un segnale di apertura, invece le ritroveremo lungo tutto il pezzo come elemento essenziale, come idea ricorrente che Beethoven rivestirà di varie forme cantabili.
14 gennaio, 2010
Autore: MC
Il Concerto “capolavoro” che rischiò di essere dimenticato dallo stesso autore
E’ considerato un’opera di pura bellezza che venne alla luce nel 1806, anno che fu per Beethoven molto prolofico ed in cui scrisse la Quarta, la Quinta, la Sesta ed il Fidelio.
Dopo anni di generosa ospitalità da parte della famiglia Lichnowsky, dopo molti tentennamenti ed a causa di una certa incompatibilità di carattere, abbandonò il rifugio sicuro e cominciò a vivere da solo a Vienna. In questo momento di cambiamento e di rinnovamento, soprattutto interiore, nacque il
Il concerto dell’Imperatore di Beethoven
Glenn Gould – Pianoforte
L’ultimo dei cinque concerti beethoviniani per pianoforte e orchestra rappresenta l’apice delle tendenze contenute nelle analoghe precedenti opere del compositore. Il pubblico ottocentesco lo avrebbe poi intitolato Imperatore, denominazione evocata probabilmente dall’enfasi virile che lo caratterizza o, più semplicemente, dal fatto che fu dedicato all’arciduca Rodolfo d’Austria, ultimo figlio dell’imperatore Leopoldo II.
Destinato alla carriera ecclesiastica, Rodolfo aveva cominciato a studiar musica da ragazzo e aveva conosciuto Beethoven nei circoli musicali aristocratici di Vienna.
Divenuto suo allievo per il
Pollini e Muti con l’Orchestra Filarmonica della Scala Teatro degli Arcimboldi di Milano eseguono Mozart
Concerto in Do Maggiore K.467
Questa brillante e gioiosa composizione mozartiana fu eseguita per la prima volta il 12 marzo 1785, soltanto tre giorni dopo la sua stesura, riscuotendo subito notevoli consensi. Il clima è molto affine a quello che anima la sinfonia n.41: ciò che emerge con vigore è una grande luminosa vitalità , tipica di molte opere viennesi di Mozart. Il solista vi si può produrre in una serie di virtuosismi apprezzatissimi
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per Corno n.1 K412 – I. Allegro
Teunis van der Zwart (corno solo)
Freiburger Barockorchester
Petra Mullejans
Fu per soccorrere un vecchio amico salisburghese, Joseph Leutgeb, suonatore di corno che si trovava in serie difficoltà economiche, che Mozart, ormai compositore di successo a Vienna, dette vita a una serie di opere per Corno nelle quali seppe individuare e valorizzare appieno le peculiarità dello strumento.
Questi concerti rivelano
Torelli – Concerto Grosso Op.8 n.6
Le opere musicali di Torelli hanno influito notevolmente sullo sviluppo del Concerto Grosso.
Egli applicò ai propri concerti strumentali la forma a 3 movimenti (allegro, adagio, allegro) già ideata da Alessandro Scarlatti.
La sua opera comprende complessivamente 84 lavori noti.
Ideò inoltre il concerto per violino solista e orchestra, all’epoca un’innovazione pionieristica a confronto del concerto grosso, in cui un gruppo di strumenti dialogava con l’orchestra.
Arcangelo Corelli – Concerto no. 8 “Scritto per la Notte di Natale” in Sol minore
1. Vivace – Grave
2. Allegro
3. Adagio – Allegro – Adagio
4. Vivace
5. Allegro
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