Con Chopin, l’antica forma poetica conosciuta come “ballata”, trova una nuova vita, puramente strumentale.
Con una certa probabilità le ballate chopiniane furono ispirate da quattro poemi di Mickiewicz, il grande poeta polacco, amico di Chopin, esiliato dai Russi. Il riferimento della musica di Chopin con questi testi è impreciso, e non è possibile trovare la minima corrispondenza visibile tra l’uno e l’altro. Molto probabilmente Chopin ha soprattutto cercato, nella poesia di Mickiewicz, uno stimolo eroico e generoso, alla sua ispirazione, astenendosi da ogni commento preciso
L’apparizione della prima ballata scritta da Chopin scatenò un vero putiferio. Lo stesso Schumann la definì “una delle sue opere più selvagge e caratteristiche” e non meno stupore generarono via via le altre tre che seguirono ad essa. Il fatto che sia stato Chopin a utilizzare per la prima volta il termine ‘ballata’ per composizioni musicali esclusivamente strumentali può essere connesso con quel desiderio dei musicisti romantici di creare delle corrispondenze tra la musica e la poesia anche servendosi di intitolazioni comuni alle due arti. Proprio l’utilizzo del
La Ballata op.47 in la bemolle maggiore fu scritta tra il 1840 e il 1841, a breve distanza dalla seconda. Pur non discostandosi molto da essa per quanto riguarda la struttura globale, appare senz’altro più compatta e meno dialettica. L’esordio è sommesso ma si anima presto . I passaggi virtuosistici e lo slittare degli accenti in un discorso melodico frequentemente interrotto da pause fanno di questa prima parte una zona trepidante, da cui nasce una nuova idea , fluente e carezzevole. Il momento più intenso è dato dalla sezione centrale,
L’ultima delle quattro ballate composta da Chopin, l’Op. 52 in fa minore, è senza dubbio la più complessa. In essa ritroviamo più di un riferimento ad altre forme compositive, la forma-sonata, la forma tema e variazioni o la forma-rondò. Un’introduzione dolente precede il primo tema, nella funerea tonalità di fa minore; sarà esso il grande protagonista della composizione. Lo sentiremo variato due volte, prima di approdare alle calme rive del secondo nucleo tematico, in maggiore, dolce e implorante. Il primo tema viene poi nuovamente variato una terza e