30 gennaio, 2012
Autore: MC
I concerti per violino ed orchestra: alcuni integri, altri recuperati, ed altri ancora persi per sempre.
Paganini scrisse ben nove concerti per violino e orchestra, ma sfortunatamente sono soltanto cinque quelli che sono arrivati fino a noi. Il recupero di uno di questi ovvero il Concerto n.4, in Re minore è avvenuto “recentemente” il 7 novembre 1954, quando alla Sala Pleyel di Parigi il violinista Grumiaux lo ha fatto rinascere dopo quel lontano 1831 in cui lo stesso Paganini lo eseguì all’Opera.
Il musicista dopo quell’esecuzione lo abbandonò definitivamente lasciandoci solo
Concerto per violino e orchestra in Si minore, n.2 Op. 7
La Campanella
Il Concerto n.2 è il più noto concerto dei nove scritti da Paganini, sebbene non tutti arrivati fino a noi, soprattutto per il Rondò ‘La Campanella’ che dà il titolo a tutta l’opera.
In questo concerto, che Paganini scrisse nel 1826, l’autore diede meno spazio al virtuosismo a favore di una maggiore enfasi melodica.
Il concerto si articola in tre movimenti:
Allegro maestoso
Adagio
Rondo
Primo Movimento – Allegaro Maestoso
Il percorso verso le Sinfonie
Il cammino verso la sinfonia fu lungo e travagliato: dopo le due serenate, che potremmo considerare veri e propri saggi, dobbiamo aspettare ben quattordici anni per giungere a questa composizione che assume il ruolo di un anello di congiunzione tra le serenate e le sinfonie. Le Variazioni op.56a furono scritte durante l’estate del 1873 a Tutzing, una delle località più amate da Brahms. L’interesse per Haydn gli era stato istillato dieci anni addietro da Carl Ferdinand Pohl, musicista assai colto conosciuto a Vienna, dove il compositore
9 gennaio, 2012
Autore: MC
La prima è assorta e quietamente animata dalla contrapposizione di duine (gruppi di due suoni) e terzine (gruppi di tre suoni) da parte degli archi, mentre i fiati ripropongono i rintocchi di campane che concludeva il tema.
La seconda è in minore, caratterizzata da un disegno ricercato di clarinetti e fagotti sul pizzicato degli archi, interrotto ciclicamente da un ‘richiamo’ dei ‘tutti’.
La terza è pensierosa e raccolta: dapprima due oboi, con accompagnamento dei fagotti, cantando