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	<title>Musica Colta &#187; interviste</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Musica Colta intervista Francesco Di Fiore</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 09:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1) Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico? Studi presso il Conservatorio di Palermo e approfondimenti ancora in Italia e poi Austria e Repubblica Ceca. Dopo un discreto periodo di concerti di repertorio (diciamo da Mozart a Ligeti) ho poi deciso di eseguire solo mie composizioni e di altri autori contemporanei con i quali credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1<a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/10/Francesco-Di-Fiore.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/10/Francesco-Di-Fiore.jpg" alt="" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="216" height="217" class="alignright size-full wp-image-10375" /></a>) <strong>Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico?</strong></p>
<p>Studi presso il Conservatorio di Palermo e approfondimenti ancora in Italia e poi Austria e Repubblica Ceca.<br />
Dopo un discreto periodo di concerti di repertorio (diciamo da Mozart a Ligeti) ho poi deciso di eseguire solo mie composizioni e di altri autori contemporanei con i quali credo di avere affinità di linguaggio. Un elemento fondamentale in tutti i miei concerti è la presenza dell&#8217;esperienza multisensoriale: tutte le musiche che eseguo sono accompagnate da altrettanti progetti video originali creati da Valeria Di Matteo.</p>
<p><strong>2) Glass, Satie, Sakamoto: qual è la prima associazione che ti viene in mente pensando a questi maestri?</strong></p>
<p>Satie è il nonno del minimalismo, Glass è uno dei padri, Sakamoto è un grande eclettico e tutti e tre sono compositori di area tonale. Tutti e tre, per ragioni diverse, hanno contribuito enormemente alla mia ricerca.</p>
<p><strong>3) Cosa è &#8220;Musica Colta&#8221;?</strong> (se questa è una definizione che per te ha senso)</p>
<p>Ovviamente ha senso in quanto per musica colta si suole intendere un preciso ambito musicale collocato appunto in ambiente colto, legato cioè alla teoria e alla tradizione musicale occidentale scritta.<br />
Ultimamente però nascono spesso degli equivoci su tale definizione. Si ritiene, erroneamente, colta certa musica strumentale largamente acclamata e proposta come classica contemporanea. Si tratta ovviamente di una vera e propria operazione di marketing che ha come obiettivo di raggiungere, ingannandolo, un pubblico popolare con la rassicurazione di ascoltare musica colta. Peccato che in realtà stiano inconsapevolmente ascoltando musica leggera, se non leggerissima.</p>
<p><strong>4) La Miniature cosa sono, cosa raccontano?</strong></p>
<p>Le mie miniature sono pagine di un block notes. Lì appunto emozioni, idee, sensazioni, odori, stati d&#8217;animo. A volte ho bisogno di molte note, altre volte ne servono poche ma tutte le volte raccontano piccole storie ma sincere.</p>
<p><strong>5) Ogni settimana una nuova composizione: iniziativa promozionale, provocazione artistica?</strong> </p>
<p>Non sono per mia natura un provocatore, diciamo pure che è una sorta di prova da sforzo. Volevo indagare sulla mia creatività di fronte a un pubblico non definito. Fino ad ora penso di esserci riuscito, con sofferenza e mettendomi regolarmente in discussione. È un&#8217;iniziativa che, nel bene e nel male, mette a nudo le mie attitudini. </p>
<p><strong>6) Distribuisci i tuoi spartiti e la tua musica online. Quali sono le tue motivazioni?</strong> </p>
<p>Credo che nell&#8217;era digitale, dove tutto è duplicabile all&#8217;infinito, si dovrebbero riconsiderare le leggi sul copyright, ormai fuori tempo. È impossibile contrastare la clonazione dei file mp3 e pdf. Allora sono io stesso a collocare sullo scaffale della mia libreria le mie creazioni, a disposizione di chiunque voglia la mia musica.</p>
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		<title>Musica Colta intervista Andrea Bandel</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2011/05/24/musica-colta-intervista-andrea-bandel/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 17:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico? Dopo il diploma in  violino presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, ho conseguito il diploma di perfezionamento al Conservatorio  superiore di Ginevra. Al termine di un periodo molto intenso di attività concertistica sia in Italia che all’estero ho voluto concentrarmi esclusivamente a completamente alla composizione, realizzando musica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/03/bandelAndrea-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9391" title="bandelAndrea-2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/03/bandelAndrea-2.jpg" alt="" width="247" height="266" /></a></p>
<ol>
<li><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><strong>Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico?<br />
</strong></span></li>
</ol>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;">Dopo  il diploma in  violino presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, ho  conseguito il diploma di perfezionamento al Conservatorio  superiore di  Ginevra. Al termine di un periodo molto intenso di attività  concertistica sia in Italia che all’estero ho voluto concentrarmi  esclusivamente a completamente alla composizione, realizzando musica da  film, collaborando con Pino Donaggio e lavorando per registi  Dario  Argento, Tinto Brass, Aldo Lado, Luigi Perelli.<br />
Oltre a collaborare come arrangiatore per le principali etichette  discografiche, la mia natura di compositore di porta a scrive musica  nuova che chiamo “per immagini”, fa parte del procedimento creativo  “scrivo musica per visioni”, non a caso il mio ultimo album l’ho  intitolato “Musical Frames”.</span></p>
<p><strong>2) Qual’è il modello del passato, recente e non, a cui ti riferisci più o meno consciamente più spesso?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong> Non ho un modello di riferimento preciso. Sono legato alla tradizione tonale e la mia musica si ispira a vari stilemi<br />
<span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"> musicali. Una sorta di polistilismo che fa da motore alle più svariate forme musicali<span style="font-size: x-small;">.<br />
</span></span><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
</strong></span><strong>3) Cosa è per te la Musica Colta? (se questa è una definizione che per te ha senso)</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>E’ la musica che per sua struttura oltre che per eccellenza  d’esecuzione “trasmette” all’ascoltatore un messaggio profondo che si   miscela con la gradevolezza  sensoriale dell’ascolto e stimola chi  l’ascolta nel voler approfondire la conoscenza sia di chi la scritta  degli elementi ispirativi che hanno portato alla realizzazione di un  brano. Aggiungerei che la Musica Colta può essere (anzi forse dovrebbe)  essere semplice ed immediata. E arrivare a orecchie, testa e cuore di  chi ascolta istantaneamente senza per questo essere considerata  “banale”.</p>
<p><strong>4</strong>) <strong>Il tributo a Donaggio, da cosa deriva?</strong><br />
Oltre da un affetto profondo e conoscenza personale che mi legano a  Donaggio , c’è principalemente la stima per uno dei compositori italiani  più importanti a livello mondiale. Trovo che la sua produzione di  musiche da film a livello internazionale, troppo poco conosciuta in  Italia meritava di essere riscoperta: ho deciso di tributarlo con una  suite a lui dedicata. I temi di Carrie e Blow Out (di DePalma) hanno  intesità descrittiva eccezionali,  melodie memorabili e, a mio avviso,  senza tempo.</p>
<p><strong>5) Nel brano &#8220;Souvenir&#8221;, tratto dalla tua ultima creazione musicale,  dove gli archi incessantemente sostengono la scena sonora e dove il  pianoforte sembra descrivere dei contorni di eventi passati, quali sono i  ricordi che ti hanno ispirato?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>Non ci sono eventi particolari, è il concetto più ampio di “ricordo” di qualcosa che tutti proviamo.<br />
Un momento dolce, sereno, frizzante&#8230; Una concentrazione di “fatti”  che si intersecano tra loro, un ricordo ne trascina un altro&#8230;In pochi  minuti si srotola una bobina di immagini a noi care e che come si  presentano nella nostra mente, se ne vanno, lasciando in noi un ricordo,  un “Souvenir” appunto.</p>
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		<title>Romeo &amp; Julia Kören dalla Svezia ed il Dramaconcert</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/11/09/romeo-julia-koren-dalla-svezia-ed-il-dramaconcert/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 11:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[balletto]]></category>
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		<description><![CDATA[Romeo &#38; Julia Kören è un ensemble drammatico-vocale in pianta stabile presso il Royal Dramatic Theatre di Stoccolma. Romeo &#38; Julia Kören è teatro e musica. Il repertorio è quello rinascimentale che viene eseguito in una forma particolarissima il &#8220;Dramaconcerts&#8221;: questo è il loro segno distintivo. Sin dall&#8217;inizio questo tipo di interpretazione ha destato enorme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image002.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8461" title="image002" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image002.jpg" alt="" width="369" height="282" /></a>Romeo &amp; Julia Kören è un ensemble drammatico-vocale in pianta stabile presso il Royal Dramatic Theatre di Stoccolma.</h3>
<p>Romeo &amp; Julia Kören è teatro e musica. Il repertorio è quello rinascimentale che viene eseguito in una forma particolarissima il &#8220;Dramaconcerts&#8221;: questo è il loro segno distintivo. Sin dall&#8217;inizio questo tipo di interpretazione ha destato enorme interesse in giro per il mondo: un modo originale di interpretare la musica del Rinascimento.<br />
<a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image001.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8458" title="image001" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image001.jpg" alt="" width="376" height="476" /></a></p>
<p>Il loro esordio è del 1991, e da allora il Romeo &amp; Julia Kören ha guadagnatao la stima di un pubblico sempre più ampio.</p>
<p>Nel dicembre 2009 il coro si è esibito allo Stockholm City Hall durante il banchetto dedicato ai priemi Nobel. Nel mese di giugno 2010 il Kören è stato protagonista durante il matrimonio reale della Principessa Victoria e di Daniel Westling al Palazzo Reale di Stoccolma.</p>
<p>Noi di Musica Colta abbiamo conosciuto Anja Gryazova Nordahl che si occupa delle relazioni internazionali del gruppo artistico e che è contattabile per ogni tipo di evento che riguardi la Musica Antica.</p>
<p><em><strong>Anja Gryazova Nordahl</strong></em></p>
<p><strong>International  relations</strong><strong><br />
</strong><strong>Romeo &amp;  Julia Kören</strong><strong><br />
</strong>Royal Dramatic  Theatre<br />
Box 5037, 102 41 Stockholm<br />
Ph + 46 (0)8 665 61 71</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Romeo-Julia-Koren/89258294418?ref=ts">Il Coro è altresì contattabile tramite la pagina su Facebook<br />
</a></p>
<p>Pubblichiamo inoltre alcuni video per condividere quello che non sempre le parole possono descrivere&#8230;la Musica.</p>
<p>http://www.youtube.com/user/romeojuliaable1</p>
<p>http://www.youtube.com/user/RomeoOchJuliaKoren</p>
<p>http://www.youtube.com/user/rjkoren</p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image003.jpg"><img class="size-full wp-image-8459 alignleft" title="image003" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image003.jpg" alt="" width="470" height="313" /></a></p>
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		<title>Recensione su &#8220;Quattro concerti in un bosco&#8221;</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/06/21/recensione-su-quattro-concerti-in-un-bosco/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro concerti in un bosco La proposta di questa piccola rassegna musicale in un bosco prevede quattro concerti dal programma assai vario e dalla dinamica sonora estremamente differente. Il primo presenta un repertorio legato intimamente al contesto, è quasi una sorta di narrazione bucolica attraverso musiche che effettivamente nei secoli possiamo immaginarci di aver già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Quattro concerti in un bosco</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/06/musicanelbosco.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7228" title="musicanelbosco" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/06/musicanelbosco-300x146.jpg" alt="" width="300" height="146" /></a></p>
<p>La proposta di questa piccola rassegna musicale in un bosco prevede quattro concerti dal programma assai vario e dalla dinamica sonora estremamente differente.</p>
<p>Il primo presenta un repertorio legato intimamente al contesto, è quasi una sorta di narrazione bucolica attraverso musiche che effettivamente nei secoli possiamo immaginarci di aver già ascoltato in  situazioni simili a questa, dove i suoni dei flauti, del liuto, della chitarra, colorati dalla voce femminile vanno ad inserirsi in un&#8217;evocazione onirica di ciò che poteva essere l&#8217;ascolto di musica all&#8217;aperto fra il 1500 e il 1800.</p>
<p>Di seguito, l&#8217;arpa sola. Uno strumento affascinante già semplicemente nella sua forma e nella gamma unica dei suoi suoni, ci presenterà un programma assai vario che spazia dal repertorio più classico e tradizionale alla musica di compositori contemporanei presentando in prima esecuzione pubblica assoluta un brano di Nicola Campogrande.</p>
<p>Il concerto del brass ensemble invece ci proietterà magicamente in un caleidoscopio sonoro dove i potenti armonici degli ottoni invaderanno tutto il corpo, distendendo e rilassando le nostre capacità percettive: non ci sarà fatica alcuna nell&#8217;ascolto, basterà lasciarsi trasportare dal suono di questi straordinari strumenti che gli antichi, senza fallo, suonavano solo all&#8217;aperto.</p>
<p>Protagonisti dell&#8217;ultimo concerto saranno invece gli strumenti ad arco: violino, viola, violoncello con l&#8217;aggiunta di un flauto che nel periodo tardo barocco e classico è perfettamente intercambiabile col violino. La tavolozza di colori assai ricca spazia dal dolce suono del flauto a quello penetrante del violino, dal vellutato suono della viola al nobile e versatile violoncello. Il repertorio rigorosamente classico, con gli autori simbolo di queste due epoche di storia della musica &#8211; Bach e Mozart &#8211; degno di un vero e proprio salotto musicale all&#8217;aperto.</p>
<p>Quattro concerti in un bosco al buio, di notte, per un&#8217;esaltazione del suono a cui la civiltà delle macchine e della luce elettrica ci ha quasi interamente disabituato.</p>
<p>E&#8217; da tempo che l&#8217;uomo contemporaneo non ha più relazione con il buio assoluto. La città soprattutto ci ha abituato ad una luce continua, più o meno intensa, rassicurante, certo, ma anche veicolo di sensazioni approssimative, generiche, mediate da una continua relazione con la logica del nostro pensiero codificabile nel linguaggio della realtà.</p>
<p>Buio, quanto è necessario per dominare le emozioni, per esaltare le sensazioni, gli odori, i suoni&#8230;</p>
<p>Siamo spaventati quasi, dal buio e dal silenzio rumoroso che percorrono un bosco di notte, incapaci di dominarne i meccanismi.</p>
<p>Cosa c&#8217;entra la musica in tutto questo, nel buio e nel silenzio di un bosco in una notte d&#8217;estate?</p>
<p>Il suono di per sé, è imprescindibilmente in costante relazione con il silenzio. La prima nota di un qualsiasi brano musicale proviene dal silenzio che la precede così come l&#8217;ultimo suono non è il termine della musica, ma lo è il silenzio che la segue. Ma quale la relazione fra i due? E&#8217; il suono a dominare il silenzio o viceversa? Se il suono nasce dal silenzio assoluto, la musica o lo interrompe, o si sviluppa in esso&#8230;.</p>
<p>Francesca Odling</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musica Colta intervista Girolamo De Simone</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/03/10/musica-colta-intervista-girolamo-de-simone/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista all&#8217;autore di &#8220;Ai piedi del Monte&#8221;. 1) Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico? Questa domanda è davvero difficile! Brevemente: la ricerca, l’amore per i grandi Maestri (viventi o scomparsi), il dolore, l’approccio non convenzionale, l’interesse per il suono, per le metamorfosi linguistiche delle stringhe notazionali (ovvero come si muovono le agogiche, in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Intervista all&#8217;autore di &#8220;Ai piedi del Monte&#8221;.</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/de-simone.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-6365" title="de simone" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/de-simone.JPG" alt="de simone" width="200" height="227" /></a></p>
<p><strong>1) Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico?</strong></p>
<p>Questa domanda è davvero difficile! Brevemente: la ricerca, l’amore per i grandi Maestri (viventi o scomparsi), il dolore, l’approccio non convenzionale, l’interesse per il suono, per le metamorfosi linguistiche delle stringhe notazionali (ovvero come si muovono le agogiche, in modo sempre diverso, quando pronunciamo una frase musicale)&#8230; la curiosità per tutta la musica.<br />
Dove ho guardato? vengo dal pianoforte, ma prima ancora dall’ascolto nel salotto rosa di mia madre, dei suoi dischi sui quali ballavo, dirigevo, sognavo. Lo strumento è quindi solo tale, uno dei possibili&#8230; spesso ne ho frantumato il suono con la sintesi granulare, oppure ne ho fatto quel che ho voluto infischiandomene delle prescrizioni accademiche. Ho visto che c’è tanto da imparare, e mi spiace di aver imparato solo quello che ho potuto, spesso rallentato dalla vita, dalla fatica quotidiana richiestami da una tensione implacabile per l’autenticità. Per me è davvero molto faticoso scegliere bene: ogni giorno evitare la retorica, e risalire verso l’entusiasmo se quello che faccio è noiosamente già avvenuto, già suonato, già sentito.</p>
<p><strong>2) Il riferimento a modelli passati é evidente, non solo nella parafrasi donizettiana ma anche nella rilettura della musica del folklore napoletano. Cosa vuol dire per te riferirsi ad un modello musicale?</strong><br />
Penso che ogni musica sia sempre una evoluzione di un’altra. Tempo fa ipotizzai le cosiddette ‘estetiche del plagio’. Poi se ne sono fatte trasmissioni a ridosso di Sanremo e libri. Ogni tanto si parla di plagio. Ma ogni cosa è evoluzione, contaminazione, commistione. E ogni cosa vive di vita nuova se non proviamo volutamente, deliberatamente a costiparla. Penso all’uso del ‘clic’ in cuffia quando si incide, o quando si fa una performance in TV con l’orchestra&#8230;</p>
<p><strong>3) L&#8217;uso del pianoforte, della spinetta e dell&#8217;organo testimoniano una triplice anima espressiva. Molto bello l&#8217;accostamento tra le sonorità della spinetta e la musica del folklore napoletano. Vorremmo che ci raccontassi qualcosa in più su &#8220;La Verna&#8221;; semplice improvvisazione, se é corretto dire &#8220;semplice&#8221;, o qualcosa di più di un &#8220;momento musicale&#8221;?</strong><br />
No hai ragione: è piuttosto semplice, è una suggestione dovuta al silenzio di quel luogo mistico, eccellenza francescana. Non è stato però un solo momento, perché ho improvvisato più a lungo, scegliendo poi solo quello che mi pareva meno retorico, più autentico quindi. Più vicino all’autentica natura del cd, che è, in fondo, il tentativo di un percorso spirituale, di una ‘rinascenza’</p>
<p><strong>4) Cosa è per te la &#8220;Musica Colta&#8221;?</strong><br />
Giuseppe Chiari diceva : “lascia la musica classica”. Potrei dirti dunque che la musica colta è niente. E’ solo una distinzione convenzionale, che ormai determina una ‘nobiltà’ d’animo inesistente, legata a concetti di ‘repertorio’ strasuperati dalle prassi d’ascolto calate in un’ottica di consumo musicale. Mi secca però ormai anche l’opposto. Come se la musica ‘classica’ fosse tutta nota, o tutta uguale, o già ascoltata, o già ‘consumata’. La musica è una sola, e non mi piacciono le classifiche nè in un senso né nell’altro.<br />
Aggiungo però che per carattere mi metto sempre dalla parte del torto: ovvero dalla parte di chi ha più bisogno di aiuto. In questo momento, la musica classica rischia l’estinzione, e chiunque ami tutta la musica non può fare a meno di suonare e amare la musica classica, i grandi maestri del passato, i giovani che offrono riletture. La musica classica, in realtà, è tutta da scoprire.</p>
<p><strong>5) Complimenti per la &#8220;descrizione musicale&#8221; di Donizetti sul Monte Somma; la riteniamo originale e di grande efficacia descrittiva.<br />
E&#8217; una tecnica, se così possiamo dire, che prevede delle &#8220;citazioni musicali&#8221;  (il  tema di Lucia di Lammermoor).<br />
Qual&#8217;é stata la difficoltà nell&#8217;inserire un tema così noto tra le tue &#8220;note originali&#8221;?</strong></p>
<p>Non so dire: in realtà le immagini musicali ormai mi vengono subito in mente, abbastanza nitide. Quella musica di derivazione ‘minimalista’, evocativa, mi è sorta dalle dita appena mi sono messo a suonare in successione i tre brani di Donizetti. Volevo giocare sull’ambiguità e la vicinanza tra il si e il si bemolle. Mi occorreva una ‘promenade’, una passeggiata che conducesse da un frammento all’altro&#8230; Questo brano nasceva da una commissione, doveva essere suonato in &#8230; una vigna, al tramonto. La vigna adiacente al luogo in cui Donizetti aveva composto il primo atto di Lucia di Lammermoor. E che avevo visitato. Da bambino anch’io percorrevo la medesima strada, e il colore che mi colpiva profondamente era il viola, al tramonto, il colore dell’ascesi spirituale. Mi prendeva proprio a livello corticale. Immaginare quei luoghi al tramonto, luoghi che vedo ogni giorno quando il mio sguardo va oltre le finestre di casa mia, e ‘sentire’ quell’evocazione in quel modo, è stato quasi immediato. quindi, in questo caso, nessuna difficoltà!</p>
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