Concerto per violino e orchestra in Si minore, n.2 Op. 7
La Campanella
Il Concerto n.2 è il più noto concerto dei nove scritti da Paganini, sebbene non tutti arrivati fino a noi, soprattutto per il Rondò ‘La Campanella’ che dà il titolo a tutta l’opera.
In questo concerto, che Paganini scrisse nel 1826, l’autore diede meno spazio al virtuosismo a favore di una maggiore enfasi melodica.
Il concerto si articola in tre movimenti:
Allegro maestoso
Adagio
Rondo
Primo Movimento – Allegaro Maestoso
Il percorso verso le Sinfonie
Il cammino verso la sinfonia fu lungo e travagliato: dopo le due serenate, che potremmo considerare veri e propri saggi, dobbiamo aspettare ben quattordici anni per giungere a questa composizione che assume il ruolo di un anello di congiunzione tra le serenate e le sinfonie. Le Variazioni op.56a furono scritte durante l’estate del 1873 a Tutzing, una delle località più amate da Brahms. L’interesse per Haydn gli era stato istillato dieci anni addietro da Carl Ferdinand Pohl, musicista assai colto conosciuto a Vienna, dove il compositore
Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino
Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell’estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim che, formatosi a Vienna sotto la guida di notevoli maestri quali Hanser e Bohn, si era trasferito a Lispia nel 1843 dove studiò con Mendelssohn.
Brahms & Joachim
Approfondì ulteriormente le
Breve Analisi del Concerto per Violino e Orchestra in Re maggiore op. 77 di Brahms
Ecco una delle composizioni che meglio rappresenta Brahms e l’idea che universalmente si ha del “Concerto per Violino”. In quest’opera, prima concepita in 4 movimenti, si concretizza la più classica delle “forme” con la struttura allegro-adagio-allegro ovvero:
1. Allegro ma non troppo
2. Adagio
3. Allegro giocoso
Primo Movimento – Allegro non troppo
Il movimento, Allegro non troppo, inizia subito con un tema semplice e lineare, costituito dalle note dell’accordo di tonica. Il discorso dell’orchestra si infittisce, varia frequentemente e d’un tratto