25.08.2010 | ore 20.30
Auditorium
5. Festival Pianistico Internazionale
GRIGORY SOKOLOV
Pianoforte
BACH, BRAHMS E SCHUMANN PER IL GRANDE RITORNO DI GRIGORY SOKOLOV AL FESTIVAL INTERNAZIONALE F.BUSONI
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Robert Schumann
Sonata in fa minore n. 3 op. 14
I. Allegro
II. Scherzo. Vivacissimo
III. Scherzo. Molto comodo
IV. Quasi variazioni. Andantino di Clara Wieck
V. Prestissimo possibile
Il Festival Internazionale Ferruccio Busoni è lieto di presentare Grigory Sokolov, grande maestro del pianismo internazionale, che mercoledì 25 agosto (ore 20.30, Auditorium) torna a Bolzano a distanza di due anni per un recital dedicato a Bach, Brahms e Schumann,
Nato nel 1950 a San Pietroburgo, vinse all’età di 16 anni il primo premio al Concorso Cˇ ajkovskij di Mosca: da quel momento iniziò una considerevole carriera in Unione Sovietica. Tutti coloro che ebbero l’occasione di ascoltare Grigory Sokolov all’inizio della carriera, ricordano la maturità delle sue esecuzioni e l’incredibile forza del suo pianismo. Il suo repertorio è stato fin dagli esordi particolarmente ampio e spesso il pubblico ha avuto modo di ascoltarlo in programmi che ai grandi classici affiancavano autori talvolta inusuali del repertorio clavicembalistico e del XX secolo. In 40 anni di carriera Grigory Sokolov ha suonato nelle più importanti sale da concerto del mondo e ha collaborato con più di duecento direttori tra cui Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Neeme Järvi, Sakari Oramo, Trevor Pinnock, Andrew Litton, Walter Weller, Moshe Atzmon, Herbert Blomstedt e molti altri.
Benché l’attività con orchestra negli ultimi anni abbia avuto un ruolo sempre più marginale, Grigory Sokolov ha trovato spazio per collaborazioni con importanti orchestre quali la Philharmonia di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, i Münchner Philharmoniker, la New York Philharmonic, la Montreal Symphony, l’Orchestra del Teatro alla Scala e le Filarmoniche di Mosca e di San Pietroburgo. E’ considerato uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni e i suoi recital ricevono ovunque trionfali accoglienze: la critica ne esalta la serietà e la profondità del pensiero musicale unitamente all’originalità interpretativa e all’impeccabile padronanza tecnica. Una carriera che Sokolov ha voluto condurre al di fuori delle consuete regole del mercato musicale e discografico, diradando progressivamente le esibizioni al fianco di grandi orchestre e rifuggendo sempre più le incisioni discografiche. Una condotta che ha accresciuto la sua fama di protagonista enigmatico e indipendente del panorama musicale internazionale.
A due anni di distanza dalla sua indimenticabile interpretazione delle Sonate KV 280 e 332 di Wolfgang Amadeus Mozart e del 24 Préludes op. 28 di Fryderyk Chopin nell’ambito della quarta edizione del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, Grigory Sokolov torna a Bolzano mercoledì 25 agosto con un programma che toccherà pagine significative dell’opera di Bach, Brahms e Schumann: un repertorio di ampio respiro, quello proposto dal pianista russo, che ha entusiasmato tutta Europa e in particolare il festival pianistico della Ruhr, dove è stato premiato per le sue straordinarie capacità pianistiche e per la sua carriera costellata di successi.
Ad aprire il recital la Partita n. 2 in do minore BWV 826 di Bach. Pubblicata nel 1727 è parte delle sei suites per clavicembalo scritte dal compositore che formano la prima parte dell’opera Clavier-Übung. In essa Bach amplia e approfondisce il genere musicale della suite, composizione strumentale consistente in un seguito di danze stilizzate, molto in voga nel XVII e XVII secolo. Ad essa fa seguito la Fantasien Op.116 1-7, una delle ultime opere che Johannes Brahms dedicò a questo strumento tra il 1892 e il 1893.
Il programma si conclude con il Concerto per piano solo di Robert Schumann, conosciuto anche come Sonata in fa minore n. 3 op. 14. Passionalità focosa, intimo sentimentalismo, lo stile romantico di Schumann è ricco di sfumature ma sempre chiaro e preciso nella condotta delle parti e si esprime attraverso un uso dell’armonia assai personale che si palesa soprattutto nelle composizioni per pianoforte. Numerose le modifiche che il compositore tedesco apportò all’opera nel corso della sua creazione, cambiandone di volta in volta non solo l’ordine dei movimenti, ma anche il numero. Una delle numerose versioni dell’opera prese il nome di “Concert sans Orchestra” (Concerto senza orchestra), titolo che ne definiva anche il genere musicale, non trattandosi nè di una Sonata, nè di un Concerto, data l’assenza della parte orchestrale. Grigory Sokolov ne interpreterà la versione originale, composta da cinque movimenti.
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