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23 aprile, 2010

Musica per Pensare

Autore: Categoria: contemporanea, eventi
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Da Pizzetti a Schönberg passando per Balestracci e Nono.

Parma: Musica per pensare il 25 aprile nella Sala dei Concerti della Casa della Musica, alle 17.30.

La Stagione Armonica guidata da Sergio Balestracci si cimenterà in un programma di musica contemporanea. studiato per l’occasione.
“Musica per pensare” nasce nell’àmbito di un progetto di lungo respiro che la Casa della Musica di Parma dedica al complesso e attualissimo rapporto che lega la musica alla società e alla politica tentando di fare propria una ricorrenza densa di significati politici e civili.
Il programma proposto da Sergio Balestracci, spazia da Pizzetti a Stockhausen, da Schönberg a Nono, da Weill a Balestracci, dalla voce umana senza accompagnamento strumentale alla musica confezionata per nastro magnetico.

Il pezzo di Schönberg, destinato al Singverein di Vienna era inteso dall’autore come un pezzo “a cappella”, ma per le difficoltà incontrate nelle prove, fu aggiunta successivamente dall’autore un’integrazione orchestrale e solo il 9 dicembre del 1911 il brano poté essere eseguito, con un supporto strumentale tenuto costantemente su una dinamica molto tenue dal direttore Franz Schreker per lasciare il giusto risalto ai duecento coristi allora impiegati: nell’intenzione dell’autore l’accompagnamento orchestrale doveva servire solo per quella prima esecuzione, per maggior sicurezza dei cantanti. Il testo del poeta zurighese Conrad Ferdinand Meyer parte da un quadro natalizio per celebrare la pace il cui avvento sulla terra viene auspicato per le future generazioni come dimensione ideale e duratura.
In un ideale percorso cronologico, il Requiem di Ildebrando Pizzetti vuole essere un omaggio a Parma, sua città natale e nello stesso tempo portare la riflessione dell’ascoltatore sul tema della fragilità della vita umana spesso minacciata dalla violenza cieca e dalla volontà di sopraffazione.
Questo brano appartiene al periodo fiorentino del maestro parmense e si riallaccia ai diversi aspetti della tradizione liturgica riproposta con una sensibilità tardoromantica. L’opera ha conosciuto e riscuote tuttora un notevole successo per le esecuzioni che vengono riproposte da diverse compagini corali, in virtù di una naturale cantabilità con cui il tessuto vocale è condotto.
Il brano di Kurt Weill costituisce un significativo esempio della sua collaborazione con Brecht durata dal 1927 al 1930, che portò ad un rinnovamento del teatro musicale non solo in Germania. La rispondenza tra testo e musica, l’adozione di grandi temi civili, la visione non accademica della musica, l’intento di raggiungere un pubblico più ampio attraverso la contaminazione con forme più leggere come il cabaret, sono visibili anche in questo pezzo corale, in cui viene musicato un testo scritto da Brecht alla fine della grande guerra. Come se non bastassero i vivi per andare in guerra, una cinica commissione militare rimette sul campo un soldato che già riposava sotto terra, nella retorica e colpevole indifferenza delle folle stordite ed inconsapevoli.
Infine, il piccolo bozzetto che chiude il programma, composto per questa occasione, intende tributare un ulteriore omaggio alla città di Parma che dedica questo concerto corale al tema della pace, per il trionfo della quale  neanche oggi si profilano maturi i tempi, pur con tutto quello che il mondo ha visto negli ultimi cento anni e che nulla sembra aver insegnato al rapace ottuso egoismo umano. L’occasione di questo breve brano è una celebre poesia di Ungaretti che si inserisce tra quelle dettate dall’esperienza della guerra: anche qui, come nel testo di Weill, i morti sono uccisi due volte, in questo caso dalle grida forsennate e disumane dei viventi che si nutrono della violenza; la natura, distaccata testimone del dramma umano, rimane l’unico rifugio in cui poter trovare il silenzio e la pace.

Arnold Schoenberg (1874-1951), Friede auf Erden op. 13 a 8 voci su testo di Conrad Ferdinand Meyer (1907)
Ildebrando Pizzetti (1880-1968), Messa da requiem (1922)
Kurt Weill (1900-1950), Die Legende vom toten Soldaten a 4 voci su testo di Bertolt Brecht (1929)
Sergio Balestracci (1944-), Non gridate più a 4 voci su testo di Giuseppe Ungaretti (2010)

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posto disponibili
Per informazioni:

Casa della Musica
Tel 0521 031170
infopoint@lacasadellamusica.it <mailto:infopoint@lacasadellamusica.it>

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