Prosegue la ricca offerta musicale della XVI Rassegna promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, intitolata Oltre il tempo della musica. Tra memoria e futuro. Giovedì 29 aprile 2010 alle ore 21.00, la Chiesa di Santa Sofia a Lendinara (RO) ospiterà il concerto dell’Orchestra d’Archi Italiana, guidata, nella doppia veste di direttore e violoncello solista, da Mario Brunello. La compagine, formata perlopiù da giovani provenienti dai conservatori del Veneto, presenterà un programma musicale che spazia dal Settecento al Novecento: il Concerto Brandeburghese in sol maggiore n. 3 BWV 1048 di Johann Sebastian Bach, il Concerto in re maggiore per violoncello e archi op. III n. 9 di Antonio Vivaldi (trascritto per cembalo da J. S. Bach, BWV 972) la Suite n. 3 di Antiche arie e danze per liuto di Ottorino Respighi e la Serenata per archi in do maggiore op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
I Six concerts avec plusieurs instruments, conosciuti solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento col nome di Concerti Brandeburghesi, sono tra le composizioni più note di Johann Sebastian Bach. Dedicati il 24 marzo 1721 al margravio Christian Ludwig del Brandeburgo, i concerti furono probabilmente composti, per la maggior parte, nel periodo che Bach trascorse alla corte di Köthen, in Sassonia, tra il 1717 e il 1723. Il Terzo concerto, concepito per tre violini, tre viole, tre violoncelli e il basso continuo, è nella tonalità di sol maggiore. Il primo e terzo movimento sono dominati da un carattere trascinante creato dal ritmo e dal fitto dialogo tra le parti; tra i due movimenti, solo una breve parentesi: un Adagio centrale costituito da una cadenza frigia formata da due accordi.
Al primo decennio del Settecento sono databili i concerti di Antonio Vivaldi, che compongono la raccolta op. III, intitolata L’estro armonico. Il gruppo di composizioni, in tutto dodici concerti, fu pubblicato ad Amsterdam nel 1711 e dedicato al principe toscano Ferdinando de’ Medici. Di questi concerti, il n. 9 in re maggiore, composto per violino e archi, fu trascritto per cembalo da J. S. Bach (BWV 972), tra il 1713 e il 1714, durante il suo incarico presso la corte di Weimar. La versione proposta per l’occasione sarà per violoncello e archi.
La produzione neoclassica del compositore bolognese Ottorino Respighi comprende tre preziose Suites di Antiche arie e danze per liuto. La Suite n. 3, l’ultima, dedicata alla musica del periodo rinascimentale e barocco, fu composta nel 1931. Nei quattro movimenti che la costituiscono, si fondono due importanti aspetti dell’opera di Respighi: la passione per la musica del passato e la grande abilità nella difficile arte dell’orchestrazione.
Nasce nel 1880, durante il soggiorno nella campagna russa di Kamenka, la Serenata per archi in do maggiore op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Ricca di riferimenti alla musica del Settecento, in particolare a quella di Mozart, compositore tra i più amati da Čajkovskij, la Serenata fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo, nell’ottobre del 1881. I quattro movimenti nei quali si articola permettono di tracciare un ponte ideale che unisce la musica occidentale a quella russa, alla quale appartiene il motivo che genera il movimento finale.
Il violoncellista Mario Brunello è uno dei nomi più significativi del panorama musicale internazionale. Nel 1986 è il primo artista italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca. È ospite delle più prestigiose orchestre e ha lavorato con direttori quali V. Gergiev, Z. Mehta, R. Muti, R. Chailly e molti altri. Si presenta spesso nella doppia veste di direttore e solista e nel 1994 fonda l’Orchestra d’Archi Italiana. Nella musica da camera collabora con artisti tra i quali G. Kremer, F. P. Zimmermann, Y. Bashmet, M. Pollini. Ha dedicato ampio spazio ai progetti che coinvolgono forme d’arte diverse, dalla letteratura alla filosofia, alla scienza, alla pittura. I diversi generi artistici sperimentati si riflettono nell’ampia discografia, che include l’integrale delle Suites di Bach, le sonate di Brahms, Beethoven, Chopin. Nel 2008 Deutsche Grammophon ha pubblicato un CD con il Triplo Concerto di Beethoven diretto da C. Abbado. Ha studiato con A. Vendramelli, e con A. Janigro. Suona un prezioso violoncello Maggini del 1600, appartenuto a Franco Rossi.
Fondata nel 1994, l’Orchestra d’Archi Italiana ha trovato in Mario Brunello un preparatore ideale per creare un percorso artistico coerente e originale, tramite un’attività che prosegue, rinnovandola, la lunga tradizione veneta della musica per archi. Con un repertorio che spazia da Corelli ai compositori contemporanei, è stata scelta quale ensemble residente dell’Unione Musicale di Torino dal 1998 al 2000, trasferendo la propria residenza, dal 2001, presso Musica Insieme di Bologna. Invitata da prestigiose stagioni concertistiche, ha collaborato con numerosi grandi musicisti distinguendosi anche per la commistione frequente nei suoi concerti di temi di cultura contemporanea grazie alla presenza di personaggi impegnati, come Milena Gabanelli, Padre Enzo Bianchi, Erri De Luca, Alessandro Baricco, Marco Paolini e altri. Numerose produzioni sono state registrate per la RAI Televisione e per Radio Tre Suite. L’anno scorso ha compiuto una lunga tournée in Sudamerica e ha collaborato allo spettacolo teatrale Concerto Apocalittico con Stefano Benni e Danilo Rossi.
L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti.
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Alessandra Canella
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