Antonio Lotti non sembrerebbe essere una tra le figure più di rilievo del Barocco italiano ed in particolare del Barocco Veneziano; questa è una verità relativa, poiché chi realemente conosce le dinamiche culturali di quel tempo scoprirebbe che gli intrecci e le influenze artistiche di quel periodo vedono Lotti come una tra i protagonisti assoluti. Tra le sue abitudini c’erano le riunioni che si svolgevano nella dimora dei due noti fratelli Alessandro Marcello e Benedetto Marcello, ai quali diede qualche lezione di musica. Non dimentichiamo che tra gli altri suoi allievi si possono ricordare Alberti, Bassani, Gaspanini, Galuppi, Pescetti e Caratelli, il quale lo sostituì sovente nei suoi impegni in particolar modo negli ultimi anni.
Tutte le composizioni di Antonio Lotti sono frutto di un ambiente musicale settecentesco squisitamente veneziano ma la sua vasta e varia produzione lo annovera tra le figure più “dense” del barocco veneziano in grado di condensare nella sua scrittura stili affermati e stili in evoluzione.
La sua formazione musicale si arricchì parecchio grazie a Legrenzi: fin da giovane ebbe modo di accedere alle più prestigiose istituzioni musicali di Venezia, ricoprendo incarichi via via più importanti e rimanendovi sino alla morte.