Abbiamo il piacere di pubblicare l’intervista con Maurizio Bignone, compositore siciliano di sicuro talento, autore de “La Solitudine del Migrante ” .
MC. Puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico?
M.B. Ho 41 anni, sono diplomato in viola presso il conservatorio di musica “V. Bellini” di Palermo, da sempre attratto dalla musica dell’800 e del primo 900 all’età di 18 anni ho iniziato anche ad ascoltare e suonare musica jazz e rock. La cosa mi piaceva a tal punto da fondare insieme a Nino Macaluso un ensemble, gli “Ut Comma”, quartetto d’archi e percussioni, ensemble in cui ho mosso i primi passi da compositore. Qui le mie composizioni prendevano spunto dalla musica etnica, africana ed indiana d’India in primis e dal jazz, il tutto condito dalle mia forti fondamenta di musicista classico. Ho capito da questa esperienza di avere una certa naturalezza nel comporre non avendo, tra l’altro, mai intrapreso gli studi di composizione. La mia profonda conoscenza dell’orchestra e dei singoli strumenti mi diedero la possibilità di scrivere con facilità per formazioni sempre più ampie fino ad arrivare alla musica per orchestra sinfonica scoprendo infine il fantastico mondo delle colonne sonore, cosa a cui mi dedico con sempre maggior frequenza. Ho inciso diversi cd tra cui un progetto per viola ed elettronica dal titolo “Conquests”, 2 cd per quartetto e percussioni, un cd “Epic Adventure” colonna sonora per grande orchestra ed per ultimo “La solitudine del Migrante” colonna sonora per Trio con pianoforte. Ho scritto molto anche per teatro, per documentari e per tantissimi cortometraggi d’autore oltre ad aver arrangiato diversi cd di altri autori.
Per meglio diffondere la mia musica e, soprattutto, per fare un “servizio nobile” alla cultura in generale ho fondato una casa di produzione, la Undici07 Production ed una etichetta discografica, la U07. In questo modo voglio dar voce ad altri talenti, sia musicisti che compositori, che difficilmente trovano spazio in un mondo ahimè sempre più povero culturalmente.
MC. Qual’è il modello musicale a cui ti riferisci maggiormente, sia esso uno stile o un compositore specifico?
M.B. Devo dire che non ho un modello preciso o un compositore a cui mi ispiro particolarmente, le mie composizioni sono frutto delle mie decennali esperienze musicali, dalla musica classica al jazz, dalla musica etnica al rock. Io sono comunque un compositore molto istintivo e le mie musiche nascono esclusivamente dalle emozioni per cui variano al variare dei miei sentimenti e dei miei stati d’animo e quando scrivo una colonna sonora mi lascio travolgere dalle emozioni che suscitano in me sia le immagini sia il pensiero del regista. Ultimamente ho scritto una sonata per violino e pianoforte, l’ho intitolata “LIFE” prendendo spunto da alcuni stati emotivi della natura umana.
MC. Cosa è per te la “Musica Colta”?
M.B. Certamente dare una spiegazione alla definizione di “Musica Colta” è molto difficile. Personalmente intendo per musica colta tutta quella musica che nasce da studi profondi, studi che non si fermano alla sola esteticità delle cose ma che vanno alla ricerca del significato più intimo della musica stessa. Musica che, oltre ad avere un valore intellettuale non indifferente, ha anche e sopratutto in sé un alto valore emozionale, uno scopo nobile e un senso di grandiosità e di eternità.
MC. Il fenomeno dell’Emigrazione ha toccato milioni di famiglie nel mondo. Cosa c’é dietro la scelta di questo tema nella tua opera musicale?
M.B. Per le musiche scritte per il Trio Siciliano ho scelto il tema della migrazione perché sono convinto che spesso le parole da sole non bastano. Nonostante i telegiornali, certi talkshow e programmi televisivi che negli ultimi 10 anni hanno inondato le nostre case di questo fenomeno triste e drammatico, mi sono reso conto che molte persone vivono superficialmente questo problema non immedesimandosi minimamente nelle persone che invece lo vivono e, nonostante i nostri nonni abbiano vissuto nella loro pelle questo dramma, credo che l’indifferenza, quindi la nostra colpa, sia ancor più grave. La musica ha il potere di stimolare e suscitare sentimenti inaspettati nell’uomo e spero che la mia musica possa far sentire sin da dentro l’anima di chi ascolta le sensazioni forti e drammatiche che vivono i migranti.
MC. Ed infine. La scelta del Trio è quella che più si avvicina alle tue corde interiori o è frutto di altri aspetti?
M.B. La scelta del Trio con pianoforte non è stata solo ed esclusivamente una scelta dettata dal tipo di formazione, sebbene riconosco in quest’ultima una completezza di gamme sonore e timbriche che mi ispirano particolarmente, ma è stata dettata principalmente dalla bellezza interiore dei componenti il Trio Siciliano, musicisti di altissimo valore artistico e umano, musicisti curiosi, componente essenziale nel il mio lavoro, pronti a mettersi in gioco all’interno di un percorso insolito nel loro vasto repertorio artistico.
Musica Colta è un periodico a sfondo musicale “colto” orientato alla diffusione semplice e gratuita. Il nostro modello di riferimento è il percorso artistico-culturale che dall’alba della Civiltà ha segnato la crescita dell’Uomo, del suo Pensiero e della sua Cultura. Per contattarci vi invitiamo a scrivere al seguente indirizzo: musicacoltaeu@gmail.com