C’è grande attesa per il debutto del pianista Giuseppe Albanese con l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena dirette da Andriy Yurkevich al Teatro Filarmonico di Verona il prossimo 20 febbraio (in replica il 21).
Tra i virtuosi del pianoforte più interessanti dell’ultima generazione Giuseppe Albanese è ospite delle più prestigiose stagioni internazionali (chez Maazel la scorsa estate oltreoceano, con l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli a dicembre, diretto da Hubert Soudant e in tournée con la Filarmonica Toscanini per la direzione di Donato Renzetti pochi giorni dopo) ha di recente concluso un fortunato tour con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev alla IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma.
Protagonista il Secondo Concerto di Rachmaninov in cui, per Mya Tannenbaum del Corriere della Sera, “… il mordente, la grazia dei trilli, il prestigio degli accordi, la voluttuosa presenza della mano sinistra, le volate leggiadre delle scale e scalette eseguite da Giuseppe Albanese erano a dir poco ammirevoli”. Rachmaninov, nell’arco di un trimestre, è stato ‘sotto le mani’ di albanese insieme al Concerto n. 3 di Profof’ev, al (raramente eseguito) Secondo di Martucci, al Primo di Rota e al n. 1 di Tchaikovsky oltre a molto, molto altro: Beethoven, Schumann, Chopin, indice di un talento fuori dal comune.
In programma a Verona il Credo di Arvo Pärt e la Fantasia corale di Beethoven.
E il prossimo primo giugno un altro debutto, questa volta al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo.
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