Molti storici fanno rientrare negli stili jazzistici il ragtime.
Ma forse questa non è una collocazione esatta dato che al ragtime manca una delle caratteristiche essenziali del jazz ovvero l’improvvisazione.
Il ragtime è infatti frutto della composizione ed è musica scritta essenzialmente per pianoforte.
Quello che lo avvicina al jazz è il senso del ritmo: lo swing e la comune derivazione afro-americana.
Il suo repertorio è immensamente vasto e raccoglie oltre ai temi originali, composti dai suoi esponenti più qualificati, melodie che derivano dalla musica occidentale tanto bandistica che classica, da Schubert a Chopin, dalla marcia al valzer, il tutto filtrato ed interiorizzato entro il modo di sentire la musica tipicamente nero.
Un altro importante elemento che avvicina il ragtime al jazz è il fatto che questo genere musicale si suoni prevalentemente nei bar di St. Louis, nei teatri di Kansas City, nei bordelli di New Orleans : importante perché come nel jazz i musicisti fanno del ragtime il loro lavoro, la loro fonte di sostentamento.
Da sempre, infatti, e specialmente alle origini, suonare la loro musica è stata, per i neri, un importante fonte di occupazione libera nell’ambito delle ristrette possibilità a loro offerte dall’economia bianca degli Stati Uniti.
Figura di spicco del ragtime è stato Scott Joplin, nato in Texas nel 1868, principale compositore e pianista, i cui temi sono rimasti nel patrimonio musicale.
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