Il mottetto è una composizione musicale di ispirazione sacra che prevede il canto che può essere o meno accompagnato da strumenti.
La parola ‘mottetto’ come diminutivo di ‘motto‘, che a sua volta deriva dal francese ‘mot‘ , cioè parola, piccolo componimento.
Il mottetto vede la luce nel XIII secolo, nell’ambito della Scuola di Notre Dame, nella fase più matura dell’Ars antiqua, come forma polifonica vocale, o, com edetto in precedenza, vocale e strumentale, da eseguire in ambito liturgico.
Il Mottetto per eccellenza è il “Nuper rosarum flores” di Guillaume Dufay, ispirato dai calcoli matematici delle proporzioni architettoniche della cupola del Brunelleschi.
Nel successivo periodo dell’Ars nova il mottetto si sgancia dall’occasione liturgica, aumenta la sua complessità strutturale e abbandona il latino per adottare testi desunti dal francese.
Nel ’500 si persegue una particolare aderenza al significato testuale attraverso una tecnica contrappuntistica non fine a sé stessa ma usata in funzione dell’espressività.
Successivi sviluppi si riscontrano nella Scuola franco-fiamminga e nella Scuola veneziana, dove all’insieme vocale si unirono frequentemente gli strumenti, con conseguente arricchimento in termini di apporti timbrici.
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