Nel XVIII secolo il musicista era una professionalità più assimilabile a quella di un servo che di un intellettuale.
Pare che il frac fosse una versione modificata dell’allora divisa dei camerieri.
Il musicista o era “musicista di corte”, al servizio di un principe, oppure “musicista di cappella” alle dipendenze della chiesa. In alcuni casi aveva un doppio ruolo.
Bach non costituì un’eccezione a questa regola: nel 1717 si sposta a Cöthen al servizio di un principe calvinista.
I calvinisti non amavano particolarmente la musica sacra e Bach smise di comporre cantate e si mise
La produzione musicale di Bach comprende oltre mille opere e spazia su tutti i generi musicali dell’epoca. La catalogazione delle opere di Bach, a differenza di quella adottata per altri compositori non si basa sulla cronologia.
La numerazione delle opere di Mozart (K1, K2, ecc.) si basa sul catalogo redatto nel 1862 da L. von Köchel ed è di tipo cronologico.
Similmente, il catalogo adottato per Haydn (per es. Hob. XVI/6) va per settori, all’interno dei quali si è cercato un ordine cronologico.
Per quanto riguarda Bach, la numerazione delle sue opere
Così come per
Vincent Van Gogh la fama di Bach durante la sua vita fu estremamente ridotta.
Egli era più apprezzato come esecutore ovvero come clavicembalista oppure come organista, che come compositore.
Questo accadde per due ragioni: pubblicò pochissimi lavori, e lavorò in centri piuttosto piccoli.
Nel 1737 un critico musicale, Scheibe, pubblica sulla rivista “Il critico musicale” un saggio su Bach, nel quale lo accusa di non essere un musicista al passo con i tempi, perché troppo
contrappuntistico,
ampolloso,
cerebrale.
La reazione di Bach fu di contrapposizione; non cambiò
Nel
Requiem di
Mozart, tra i momenti di maggiore ispirazione drammatica, spicca sicuramente il
Lacrimosa.
Con l’utilizzo di brevi frasi di crome ascendenti e discendenti assegnate ai violini contornate da una scrittura corale di ampio respiro, Mozart riesce a creare un effetto di pianto a stento trattenuto, di preghiera umile e devota con un Amen conclusivo in forte che esprime tutto il fervore religioso dell’autore.
Il
Lacrimosa è per questi motivi da sempre considerato un banco di prova importante per direttori d’orchestra.
(Medici.Tv)