medioevo
Con il sorgere della civiltà comunale, nelle città i costumi si erano evoluti ed erano cambiate le abitudini e il modo di vivere. Accanto ai valori dello spirito acquistavano ora maggior importanza anche i valori terreni, le cose di questo mondo. Si aprono scuole e università che favoriscono il diffondersi della cultura al di fuori dell’ambiente della Chiesa. Nell’ambiente universitario nasce un genere di musica particolarmente scanzonato e irriverente: i canti goliardici. Gli autori di questi canti erano i “clerici vagantes”, giovani studenti che si spostavano da una scuola all’altra attratti dalla fama di

medioevo
Tutti oggi usiamo la parola coro per indicare un insieme di persone che cantano e, allo stesso tempo, un preciso spazio della chiesa che sta al di là dell’altare maggiore, ma molti non fanno caso al fatto che l’origine di questo termine risale nientemeno che al mondo della Grecia classica nel quale invece la parola choros stava a significare, tra l’altro, un gruppo di cantori-danzatori che agivano in quella sezione semicircolare antistante alla scena del teatro denominata orchestra. Per questo, possiamo dire che, proprio con l’avvento del Cristianesimo, il significato e la

medioevo
Nel Medioevo, sulla scorta dei trattati filosofici dal pensiero  greco, la Musica era considerata essenzialmente la manifestazione udibile dei numeri eterni che promanano da Dio. Di essa Severino Boezio (De institutione musicae) individuava una triplice partizione: la Musica mundana (ovvero la musica non udibile delle sfere celesti, più affine al concetto di armonia piuttosto che a quello di suono); la Musica humana (ovvero la musica udita da ciascuno che discenda in se stesso, armonia psichica che risuona nell’animo dell’uomo); la Musica instrumentalis (ovvero la musica prodotta dagli strumenti che ricomprendono anche la
medioevo
Nella musica medievale si possono distinguere le seguenti componenti: Monodia vocale: a) canto religioso (gregoriano); b) canto profano (trovatori; trovieri; minnesänger; laudesi e flagellanti; clerici vagantes ecc.); Monodia strumentale: danze (estampie; ductia; nota); Polifonia vocale: a) ars antiqua (Scuola di Notre Dame – Magister Perotinus e Magister Leoninus; organum, discantus, motetus, conductus, hoquetus, rondellus ecc.) ; b) ars nova (Philippe de Vitry; Guillaume de Machaut). Affinché possa realizzarsi la Polifonia strumentale dovremo attendere dapprima l’affermazione dell’arte fiamminga e quindi l’avvento del Rinascimento, durante il quale emergerà una sensibilità nuova, quella dell’accordo, vale a dire che all’armonia intesa come

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