
Era un soprano.
Il suo vero nome era Carlo Broschi ma fu sempre appellato con il nome di Farinelli o Farinello come più volte lui stesso si firmerà.
Debuttò a Napoli a quindici anni, e in seguito interpretò i migliori ruoli di soprano nelle opere, non solo in patria ma anche a Londra, Vienna e Madrid.
Arrivò a Londra per la stagione operistica 1734-1735 della compagnia rivale di Haendel, l’Opera della Nobiltà, e non cantò mai sotto la direzione di Haendel, anche se per quella compagnia si esibì nell’Ottone haendeliano.
Si dice che anche quando non fosse in perfetta sintonia con l’orchestra che doveva assecondare il pubblico non badasse a tale imperfezione ma che rimanesse incantato dalle sue straordinarie doti.
Forza, Estensione e Toni melliflui, Rapidità della sua Coloratura, e, in questione, la sua “impostazione”, in quello che superava tutti gli altri cantanti e stupiva il pubblico.
Si diceva che per la formazione naturale dei suoi polmoni, e l’economia artificiale nella respirazione, era capace di prolungarla in tale misura come per suscitare perfino l’incredulità di quelli quale lo sentivano; chi, benché incapaci di scoprire l’artificio, immaginavano che si serviva da qualche strumento col quale il tono si manteneva, mentre egli rinnovava i suoi poteri respirando.
Durante l’inaugurazione della stagione del 1734 scrissero: “Farinelli é una rivelazione”. Fino ad allora si era sentito unicamente una piccola parte di quello che il canto umano può raggiungere. Con Farinelli si andava oltre.
Nel1746, durante il regno di Fernando VI, Farinelli si stabilì in Spagna e fu nominato dal monarca direttore dei divertimenti reali. Progettò un piano di rappresentazioni per il Real Coliseo del Buen Retiro di Madrid ed il Real Sitio di Aranjuez, con una descrizione dettagliata della squadriglia utilizzata per i sovrani e la sua comitiva per navigare per il fiume Tago. Nella capitale della Spagna, divenne il favorito di Filippo V, che arrivò a risultargli imprescindibile che Farinelli non gli cantasse per le notti per potere conciliare il sonno. Rimase a Madrid più di venti anni e dopo continuò la sua corsa trionfale in diverse città.
Il suo carattere affabile ed equilibrato, cosa rara nel mondo dei divi, gli procurò quasi tante amicizie ed ammiratori come le sue portentose condizioni vocali. Negli ultimi anni, benché avesse acquisito gran fortuna, insegnava canto per chi considerava che lo meritasse. Morì a Bologna a settantasette anni.