Strumento musicale introdotto dalla Cina in Giappone nel 673, sotto il regno dell’imperatore Tommu.
Il koto è costituito da una cassa di risonanza lunga sino a 2 m, posata per terra, sulla quale sono tese tredici corde di seta che vengono intonate per mezzo di cavalletti mobili. Il suonatore di koto, inginocchiato davanti allo strumento, fa vibrare le corde con plettri d’avorio fissati alle prime tre dita della mano destra, mentre con la sinistra esercita una pressione sulla parte di corda non vibrante, producendo variazioni di un tono o di un semitono. Il koto, di cui esistono circa ventitré varianti, le più piccole delle quali sono munite solo di sei corde, permette effetti di glissando analoghi a quelli dell’arpa
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