Mentre nela scuola romana fu creato e messo a punto il noto stile a cappella che si diffuse in tutta l’Europa cattolica, a Venezia nella basilica di S.Marco si formò un repertorio sacro molto diverso: più dello stile a cappella, pur coltivato, erano apprezzate le composizioni nelle quali alle voci si mescolavano gli strumenti, che potevano essere due organi, degli strumenti a corda (viole) e a fiato (corneti, tromboni).
Molto spesso le composizioni polivocali venivano eseguite a cori divisi, cioè due,tre o quattro gruppi cantavano e suonavano insieme ma in spazi distanti all’interno della chiesa.
Le musiche veneziane avevano caratteri di fastosità, di colore e di ricchezza sonora perché le esecuzioni non erano abbinate solo ad eventi sacri, ma anche politici.
La cappella musicale di S.Marco aveva il compito di celebrare i maggiori eventi della Repubblica Veneziana.
Venezia, nel XVI secolo, era ancora il centro economico più ricco d’Italia ed era molto influente politicamente.
La musica non doveva essere da meno.
Tra i maestri della Cappella si ricordano: Willaert, Cipriano de Rore (1563-64), Zarlino (1565-90), Croce detto il Chiozzotto (1603-09), Monteverdi (1613-43), Cavalli (1668-76) e Legrenzi (1685-90); tra gli organisti: Buus, Parabosco, Merulo, Padovano, Andrea Gabrieli (1566-86) e Giovanni Gabrieli (1584-1612). Questi ultimi (A.Gabrieli e G. Gabrieli).
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