L’Allegro iniziale descrive una piccola scena bacchica, tutta giocata su due elementi contrapposti: da un lato quello “del ballo e del canto dei villanelli” (A), dall’altro la descrizione degli effetti del vino, affidata a un passaggio del violino solista (B). Da notare la difficoltà ritmica del passaggio, che richiede al solista un notevole virtuosismo.
L’adagio è uno dei momenti più poetici ed espressivi delle Quattro stagioni. Dopo tanto vino, ecco i contadini, tutti ubriachi, dormienti. Una calma assopita sembra circolare nella musica, che è di una modernità timbrica e armonica straordinaria. Ne doveva essere cosciente Vivaldi stesso, se adotterà questo medesimo Adagio quale tempo centrale del Concerto n.2 dell’op. 10 e che intitolerà, non a caso, Il Sonno.
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