S.
Rachmaninov (1873 – 1943)
Di famiglia aristocratica, iniziò i suoi studi musicali al Conservatorio di
San Pietroburgo, proseguendoli a Mosca nelle classi di
Taneev e
Arenskij e seguito con interesse ancge da
Ciajkovskij. Fu anche allievo di
Zverev e
Siloti.
Nel18’93 avviò la sua
prima tournée come pianista in Russia, e nel 1899 giunse a Londra con un successo trionfale.
Divenne direttore del teatro
Bolscioi dal 1904 al 1906 e della Filarmonica di Mosca dal 1911 al 1913, dopo una nuova tournée negli Stati Uniti e la presentazione del Terzo Concerto per
Nacque a
Palmi, in provincia di Reggio Calabria il 23-7-1866.
Decise molto presto di dedicarsi alla musica dopo aver ascoltato il finale della Norma di
Bellini eseguito dalla banda cittadina.
Avviato agli studi musicali presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, si distinse per diligenza e precoce ingegno, meritando una medaglia d’oro del ministero della pubblica istruzione e una nomina di “primo alunno maestrino”.
Come prova finale, al termine degli studi nel 1889, Cilea presentò l’opera
Gina, che fu rappresentata con successo nel teatrino del conservatorio.
Questa piccola opera, in cui l’ingenuità
Con
Otello (Milano, Scala, 5 febbraio 1887) Verdi riporta il
dramma al livello dell’individuo – il
protagonista - che si dibatte e soccombe tra l’astrazione assoluta del bene –
Desdemona - e quella del male –
Jago -.
Se in Otello sono ancora riconoscibili, pur nel flusso continuo del discorso sonoro e drammatico, nuclei statici nei quali si intravedono le forme musicali chiuse del passato, in
Falstaff, l’estrema fatica operistica verdiana, l’azione si trasforma in puro gioco dell’intelletto, al quale corrisponde un altrettanto sottile e raffinato procedere di simmetrie sonore.
La produzione
Verdi fu eletto
deputato nel primo Parlamento italiano e su richiesta di
Cavour compose l’
Inno delle nazioni per l’inaugurazione dell’Esposizione universale di Londra del
1862, vide con crescente preoccupazione l’assenza di un
sentimento di appartenenza nella
nazione appena creata; e non cessò di additare modelli nei quali riconoscere un patrimonio culturale comune; alla morte di
Rossini (13 novembre 1868) propose una
Messa da Requiem, omaggio collettivo dei maestri italiani al massimo esponente dell’arte loro (1869) e, rielaborando La forza del destino, scrisse una
Sinfonia la cui articolazione è